Il “vescovo santo” che temeva di essere ucciso

Un profilo di monsignor Intreccialagli, arcivescovo di Monreale dal 1919, morto in odore di santità

A mio fratello don Massimo affido il desiderio, se potrà farlo valere, di essere sepolto quanto più vicino possibile al Venerabile Mons. Intreccialagli”: con questa frase si conclude il “testamento spirituale” del compianto arcivescovo Cataldo Naro, scomparso nel 2006 a soli 55 anni; e ciò testimonia evidentemente quanto fosse profonda l’ammirazione che il prelato nutriva nei confronti del suo predecessore, che era stato alla guida della chiesa monrealese negli anni del primo dopoguerra. Questo suo desiderio non è stato però esaudito: e così monsignor Antonio Augusto Intreccialagli è rimasto solo anche da defunto, dopo esserlo stato in vita, in particolare nel periodo della sua esperienza episcopale a Monreale.

Fabio Ravanusa, un angelo che non c'è più

Accorato amarcord di un ragazzo morto perchè preso a sassate, nell'anno che segna il ventennale della sua scomparsa

Caro Fabio,
stamattina, rovistando fra vecchie foto,  mi è capitata fra le mani questa che ti invio… Ricordi? Eravamo in quinta elementare, nella vecchia scuola di Aquino ed era il mio primo incarico di insegnante titolare.

Le tarsie geometriche il motivo dominante dell’opera del mosaicista Giuseppe Matranga

L’illustre monrealese ha rifatto il pavimento musivo tra la navata e il presbiterio del monumento normanno. LE FOTO

MONREALE, 23 dicembre - Monreale è famosa nel mondo per la sua Cattedrale, voluta dal sovrano normanno Guglielmo II, cui sono stati dedicati innumerevoli studi e approfondimenti, ammirata e decantata nei secoli conserva ancora tanti aspetti che andrebbero ricercati per meglio tracciarne le varie tappe storiche e artistiche che l’hanno fatta arrivare a noi così come oggi la vediamo.

Una stele per ricordare i 152 monrealesi caduti nella Grande Guerra

Riceviamo e pubblichiamo...

Gentile Direttore,
come è a tutti noto, domani, 4 novembre ricorre il primo centenario della fine della Grande Guerra e la vittoria dell'Italia sull'Impero Austro-Ungarico e sugli Imperi Centrali. Il 4 novembre 1918 il generale Armando Diaz diramava il famoso bollettino di guerra in cui annunciava la fine delle ostilità e la vittoria dell'esercito italiano sull'esercito austriaco.