Giuseppe Romanotto - Orizzontale 2019

La festa delle donne e la mia introspezione e analisi controcorrente

fumetto di Salvino Caputo

Buon “8 Marzo” a tutte le donne belle dentro e fuori dai complessi o le violenze di tanti mascalzoni ridicoli

8 marzo: “La Festa delle Donne” e del futuro governo femminile nel nostro pianeta terra, mi elettrizza e mi pone seri punti di riflessione. Non è una mia premessa ruffiana vs il “Pianeta Donna”, mi sentirei ridicolo e fuori dalla storia del mio vissuto, in perfetta sintonia e simbiosi con le donne che ho amato e venerato nella mia breve vita di questo tempo mafioso ridicolo e senza pietà.

Ho amato mia madre e continuerò a venerarla, perché mi ha generato con il sacro furore dell’atto creativo. Ho amato tantissime donne e non mi pento di averle amate; ho amato una tenera ragazzina di 12 anni e l’ho sposata senza calcoli o strategie, e continuo imperterrito e convinto da quasi 46 anni, a starle accanto con passione, amore, conflittualità culturali, ideologiche, routinarie, senza inficiare la tenuta del nostro rapporto di coppia. Ho amato, fuori da tutte le mie possibilità, mia figlia! Celebrare la “Festa delle Donne” mi attizza e mi pone seri interrogativi legati all’anamnesi storica della festa in sé e per sé. Aristofane, un top tra i classici greci che adoro, nella sua commedia “Le Donne all’Assemblea” del 391 avanti Cristo, narrava di un gruppo di donne, con a capo Prassagora, che decisero di convincere gli uomini a dare loro il controllo di Atene, perché erano in grado di governare meglio di loro, che stavano portando la città alla rovina. Le donne, camuffate da uomini, si insinuarono nell’assemblea sovrana ateniese e votarono il provvedimento a favore delle donne, beffando gli uomini.

Una volta al potere, le donne deliberarono che tutti i possedimenti e le finanze pubbliche dello stato ateniese, diventassero un bene comune amministrato dalle donne. Le donne proclamarono altresì che potevano andare a letto e procreare con chiunque avessero deciso di scegliere. Le donne stabilirono, paradossalmente, che ogni uomo prima di giacere a letto con una donna bella, fosse tenuto severamente a giacere con donne brutte e viceversa. Vi renderete conto che questa scelta fondamentalista delle donne, era approdata ad un “Comunismo Integrale”, i cui effetti (almeno dal punto di vista sessuale) assumevano contorni da incubo. Aristofane ama, come me, l’utopia irrazionale ed il paradosso. In sintesi, mi giro e mi rigiro, penso che le pari opportunità tra uomo e donna, possano essere il futuro fisiologico scontato, della storia che verrà. Sarà sempre la “Scienza della Cultura” a spronare i due sessi, fuori da velleità di primati o contrapposizione. Buon “8 Marzo” a tutte le donne belle dentro e fuori dai complessi o le violenze di tanti mascalzoni ridicoli.
SALVINO CAPUTO COPYRIGHT©BY SALVINO CAPUTO

 

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