Ricchezza e povertà, i temi dimenticati da tutte le sfilate del mondo

fumetto di Francesco Noto

Verrà Madonna? Arriverà George Clooney? Ci sarà anche Brad Pitt? Ha fatto bene il sindaco a cedere la piazza? Perché non sono stati invitati tutti gli assessori? E’ stata svenduta la dignità dei monrealesi? Monreale verrà conosciuta a livello internazionale? Ci sarà una ricaduta economica? Ecco alcuni degli interrogativi che hanno preceduto e accompagnato, quasi come un tormentone, l’evento della sfilata di moda di Dolce e Gabbana.

Accesso civico e trasparenza amministrativa: ancora solo tante belle parole

fumetto di Lino Buscemi

Dal 23 dicembre 2016 tutte le amministrazioni pubbliche, centrali e locali (comprese società controllate e partecipate, enti, aziende, fondazioni, ecc.), si sarebbero dovute uniformare, senza ulteriori rinvii, alle nuove regole sulla trasparenza contenute nel decreto Foia (Freedom of information act). Lo hanno fatto? Si, però, come avviene sempre, all’italiana: “teoricamente” ma non concretamente.

Beni Culturali in Sicilia: dalla sindrome di sentirsi perfetti, all'amministrazione 2.0

fumetto di Michele D'Amico

Poco più di un paio di settimane fa, prendendo spunto da un recente studio dell'Istat, datato 19 dicembre 2016, riguardante i musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia, scrissi che sul territorio nazionale, la proporzione del numero dei dipendenti occupati nel settore dei beni culturali è pari a 1 ogni 2.400 visitatori. In Sicilia tale proporzione è di 1 ogni 2.930 visitatori. Sembra un dato banale ma a guardare bene, banale non è affatto.

Beni Culturali in Sicilia: un argomento scomodo da trattare

fumetto di Michele D'Amico

Dopo avere partecipato alla trasmissione “l'Arena”, argomento “i beni culturali siciliani”, ho deciso di leggere i commenti che tanti telespettatori hanno inviato nel corso della trasmissione. Leggere i commenti fornisce l'occasione per conoscere le opinioni di uomini e donne che lavorano nel settore dei beni culturali ma anche di chi nulla ha a che vedere con questo ambito.

Beni Culturali siciliani, necessario fare chiarezza

fumetto di Michele D'Amico

Al riguardo della vigilanza, tutela, fruizione e valorizzazione dei beni culturali siciliani, troppo spesso, sui maggiori quotidiani della carta stampata dell'Isola vengono pubblicati articoli giornalistici che hanno il sapore della demagogia e che quindi, anziché realmente affrontare e dare un contributo concreto a risolvere i veri problemi che gravitano all'interno del medesimo sistema, con troppa superficialità e con atteggiamento sbarazzino espongono alla gogna mediatica i lavoratori, tacciandoli di essere dei fannulloni, di essere troppi e, a volte, anche accusandoli persino di essere una casta come recentemente apostrofati da una nota trasmissione televisiva di diffusione nazionale.

La Biblioteca Centrale della Regione Siciliana: un servizio che sta "morendo"

fumetto di Michele D'Amico

Le biblioteche, luoghi della cultura e della memoria dei popoli, sono purtroppo trascurate dall’amministrazione regionale dei beni culturali in Sicilia. Uno dei casi più lampanti è rappresentato dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, che negli ultimi venti (20) anni non è stata adeguata alle norme di sicurezza imposte dal D.P.R. 418/1995.

La mancanza di idee della politica nella gestione dei Beni Culturali

fumetto di Michele D'Amico

La Regione Siciliana si appresterebbe a recepire un pezzo del decreto Franceschini che consentirebbe la nomina di esperti del mondo della cultura alla guida di parchi e musei. Insomma la Regione Siciliana si appresterebbe a emulare la stupidità nazionale del pensiero “esterofilo” che vorrebbe dei manager alla guida dei parchi e dei musei siciliani.

Il pluralismo negato della storia del nostro Risorgimento

fumetto di Lino Buscemi

Indro Montanelli in una “avvertenza”, risalente al 1972 e contenuta nel volume dedicato all’Italia del Risorgimento, fulminò il lettore con questa frase: “ Legittima o bastarda, l’Italia d’oggi è la figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni. Se siamo fatti in un certo modo è perché il Risorgimento si fece in un certo modo.