Il Cigno nero (2010)

Sulla scia di The Wrestler, il giovane e talentuoso regista Darren Aronofsky elabora nuovamente un'opera interamente sulle spalle del protagonista principale, che stavolta sono quelle fragili di Natalie Portman. La prima volta era toccato a Mickey Rourke il compito di portare sul set molte delle sue personalissime cicatrici (fisiche e non); alla Portman invece va il merito di avere sostenuto tutto il peso di una sceneggiatura complicatissima e a tratti insostenibile, dovendo costruire passo passo e (letteralmente) in punta dei piedi un personaggio inquietante e indimenticabile.  

Nina (Natalie Portman) è una bravissima ballerina del New York City Ballet, che sogna da tutta la vita il ruolo della protagonista e un amore che la risvegli da un'adolescenza mai finita. Tra una madre frustrata (Barbara Hershey), che la costringe a un allenamento estenuante, la nuova ballerina Lily (Mila Kunis), sensuale, estrosa e pronta a diventare la prima donna, e l'esigente coreografo Thomas Leroy (Vincent Cassel), che la mette a dura prova affidandole la controversa parte di Odette ne "Il lago dei cigni".

Ladri di cadaveri (2010)

Dopo avervi parlato del ritorno del grande Sam Raimi alla verve delle origini, con il suo Drag me to Hell, è con grandissima gioia che posso esservi testimone del ritorno di un altro gigante della dark comedy degli anni'80: John Landis, che di certo non ha bisogno di presentazioni (l'elenco dei suoi capolavori sarebbe troppo lungo, basti citare The Blues brothers, Un lupo mannaro americano a Londra, e Una poltrona per due) e che ultimamente aveva perduto buona parte del suo smalto. Questo Ladri di cadaveri rappresenta quindi una bella sorpresa per i suoi tanti estimatori.

Edimburgo, 1820. William Burke (Simon Pegg) e William Hare (Andy Serkis) sono due strampalati criminali che cercano di sbarcare il lunario. Dopo l'ennesima impresa commerciale fallita, ritornano alla pensione di Hare e scoprono che il loro inquilino è morto il giorno in cui doveva pagare l'affitto. Mentre la coppia decide di come liberarsi del corpo, si rendono conto che un cadavere può fruttare una bella somma: i medici di Edimburgo cercano disperatamente cadaveri per le loro lezioni di anatomia.

Hereafter (2010)

Quando, svariati mesi fa, lessi di questo progetto del grande Clint Eastwood non vi nascondo che ne fui perplesso. Immaginai un Eastwood poco ispirato, costretto a cavalcare l'onda (lunghissima) di un genere che conta svariati epigoni e che sembra davvero avere esaurito la possibilità stessa di raccontarci qualcosa di originale. Per fortuna, invece, quello che sempre più si conferma come uno dei registi più solidi e sensibili del cinema contemporaneo è riuscito a modellare in chiave personalissima un tema estremamente difficile e complesso.      

Il film narra le drammatiche vicende di tre individui la cui esistenza viene toccata dalla morte anche se in modi diversi. George (Matt Damon) è un operaio americano che ha un rapporto speciale con l'aldilà: egli infatti riesce a comunicare con i morti, ma farebbe di tutto per perdere questa capacità. Marie (Cécile de France) è una giornalista francese che ha avuto un'esperienza tra la vita e la morte che ha sconvolto tutte le sue certezze durante un terribile tsunami che si è abbattuto sull'Indonesia. 

The Hole (2010)

Tra i vari ritorni illustri dietro la macchina da presa che abbiamo accolto in questa rubrica, quello del grande Joe Dante è apparentemente il più debole. Il mitico regista di Gremlins e Piranha è indubbiamente meno dotato (e folle) di Sam Raimi e John Landis. La forza del suo cinema risiedeva nel sottotesto politicizzato più che nelle invenzioni visive o narrative, sebbene alcuni suoi lavori si siano impressi indelebilmente nell'immaginario giovanile degli anni '80 per la capacità di fotografare le inquietudini di tutta una generazione di cinefili e non.

L'arrivo in una città di provincia di Dane (Chris Massoglia) e Lucas (Nathan Gamble), due giovani fratelli da poco trasferitisi da Boston con la madre, non sembra aver destato molto scalpore. Annoiati dalla monotona vita di paese e spesso chiusi in casa, i due incappano casualmente una misteriosa botola serrata, nascosta sotto un tappeto nello scantinato. Dopo aver fatto amicizia con la vicina di casa Julie (Haley Bennett), i tre decidono di aprire i lucchetti che tengono chiusa la botola.

Il Grinta (2010)

Ennesima, splendida perla prodotta dalla penna e dalla macchina da presa di Joel e Ethan Coen, i due fratelli terribili del cinema mondiale, divenuti ormai due autentici classici viventi. Stavolta viene affrontato (e per certi versi rigenerato) uno dei generi cinematografici per eccellenza, se non altro per tradizione e storia: il Western. E se è vero che già con il loro Non è un paese per vecchi, la metrica da "wild west" era stata in parte affrontata, con Il Grinta l'operazione diviene limpida e dichiarata, con risultati anche al di sopra delle nostre aspettative.

1870. La quattordicenne Mattie Ross (Hailee Steinfeld) si mette in viaggio verso Fort Smith, nell'Arkansas, determinata ad ottenere giustizia per la morte del padre, ucciso a sangue freddo dal codardo Tom Chaney (Josh Brolin) per due pezzi d'oro. L'uomo è fuggito in territorio Indiano, facendo perdere le sue tracce, ma Mattie è risoluta e vuole vederlo impiccato a tutti i costi. Così chiede aiuto a uno degli sceriffi della città, l'ubriacone dal grilletto facile Rooster Cogburn (Jeff Bridges).

Buried - Sepolto (2010)

Torniamo a parlare di ottimo cinema iberico, grazie al coraggio e al talento di Rodrigo Cortés, regista emergente che stupisce tutti e strega letteralmente il "Sundance" con un'opera costruita su un'incredibile unità spazio-temporale. Buried tiene con il fiato sospeso e instilla nello spettatore l'esigenza di fuggire via da un incubo insopportabile ma tremendamente accattivante nella sua costruzione. Il film, che si inserisce nel filone a basso costo che ha portato al successo alcune produzioni più o meno recenti (soprattutto horror), ha anche il merito di non scadere negli eccessi interpretativi.

Non si sa niente di Paul Conroy (Ryan Reynolds), solo che si è risvegliato dopo aver perso i sensi e si è ritrovato al buio, rinchiuso in una cassa di legno sotto le sabbie del deserto iracheno. Di lavoro fa il trasportatore per una società americana e dopo un'imboscata si ritrova sepolto vivo, con poca aria a disposizione, un telefono cellulare con l'impostazione sulla lingua araba, un accendino e un'ansia terrificante che non gli permette di ragionare lucidamente.

Frozen (2010)

Il filone dei film catastrofici è in pratica uno dei più longevi, ricchi e fortunati della storia del cinema. Le ragioni sono semplici quanto lampanti: la palpitazione e la situazione off limit tengono incollati gli spettatori trasversalmente rispetto a estrazione culturale e aspettative. Ovviamente quando la ricerca dell'effetto prevarica sulla cura per la narrazione o, peggio, sulla qualità dell'interpretazione, tutti i colpi di scena del mondo non bastano per decretare la buona riuscita dell'opera. Fortunatamente, con questo Frozen, siamo in presenza di un film ben confezionato che non vi deluderà.

Una divertente giornata di sci si trasforma in un incubo per tre giovani snowboarders - Emma (Parker O'Neil), Shawn (Joe Lynch) e Kevin (Dan Walker) - quando restano bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa. Dopo che le luci dell'impianto sciisctico vengono spente, i tre realizzano con orrore di essere stati abbandonati sospesi nel vuoto senza alcuna possibilità di scendere. Con il resort chiuso fino al successivo weekend e lo spettro dell'ipotermia, il trio ricorre a misure disperate.

L'uomo nell'ombra (2010)

Con L'uomo nell'ombra, il grande Roman Polanski si riappropria dei suoi registri più congeniali, catapultandosi insieme ai suoi protagonisti e a noi spettatori in un labirinto misterioso e tra le tessere di un puzzle per la cui ricostruzione saremo però costretti ad attendere il finale; il tutto condito da ottimo humor british e da un contesto naturale affascinante che fa da contrappunto alle gesta dello scrittore protagonista. Il modello di riferimento, mai come in questo caso, è il cinema di Alfred Hitchcock, restando però sempre fedele al romanzo di base, il best-seller di Robert Harris The Ghost Writer.

Eccovi la trama in breve. Dopo aver lasciato il suo l'incarico, in seguito alla morte in un disgraziato incidente del suo predecessore, il premier britannico Adam Lang (Pierce Brosnan) accetta uno dei più cospicui anticipi della storia per scrivere uno scottante memoriale sulla sua vita e sugli anni in cui è stato al potere. Per completare il libro, Lang assolda un ghostwriter (Ewan McGregor) che ben presto scopre molti più segreti di quanti l'ex primo ministro intenda rivelare.

The Fighter (2010)

Il Cinema ha spesso raccontato la boxe. La "nobile arte" si presta magnificamente alla fiction perchè gli uomini che la praticano - dal campione del mondo al ragazzo di periferia che sfoga la sua rabbia sul sacco - diventano automaticamente modelli eroici di sacrificio e sofferenza. Probabilmente si deve alla coppia Avildsen/Stallone con il celeberrimo "Rocky" il punto massimo di successo del genere, ma gli esempi da citare sarebbero davvero infiniti. Uno su tutti: "Alì" di Michael Mann, un capolavoro.

Ora tocca a "The Fighter"; eccovi la trama in breve. Dicky Eklund (Christian Bale) è l'orgoglio dell'intera cittadina - in passato ha combattuto contro Sugar Ray Leonard - ormai caduto in disgrazia per l'uso di droghe. Nel frattempo anche il fratellastro Micky Ward (Mark Wahlberg) è diventato un pugile, la sua carriera è appena agli esordi ed è gestita dalla madre Alice. Nonostante il suo impressionante gancio sinistro, Micky però continua a perdere sul ring. Micky capisce infatti che ha bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia per poter vincere.

Paul (2011)

Pur inserendosi a pieno titolo in una tradizione cinematografica ben precisa, questo "Paul" stravolge i canoni del film sull'incontro ravvicinato e ha il grande merito di puntare sulla commedia on the road in cui l'alieno è tanto motore della storia, quanto semplicemente uno dei tanti ingredienti che la rendono viva e spassosissima. In tal modo il citazionismo pur presente (impossibile evitare eco spielberghiane) diviene un escamotage per rendere briosa una pellicola che ha nei suoi interpreti -  reali e digitali - il vero punto di forza.

LA TRAMA. Graeme Willy (Simon Pegg) e Clive Gollings (Nick Frost) sono due fanatici della science-fiction che sognano di raggiungere l'Area 51, base militare top secret ritenuta depositaria di UFO. Per decenni hanno messo da parte i soldi per fare il viaggio della vita, ma non sanno ancora che proprio durante questo viaggio incontreranno una creatura davvero speciale: Paul, extraterrestre sui generis!! Così una vacanza da sogno si trasforma inaspettatamente in un caotico viaggio on the road.