Monreale, cade in via Venero e chiede il risarcimento: il tribunale le dà torto, ma in appello vince

La disavventura di A.C. costerà circa settemila euro. Il Comune non si è costituito in giudizio

MONREALE, 19 aprile – Il primo round era andato al Comune, che davanti al giudice di Pace era riuscito a respingere la richiesta risarcitoria di A.C. una donna che era caduta in via Venero, a causa di una buca e per questo aveva riportato delle ferite e delle contusioni. In appello, però, il tribunale di Palermo ha ribaltato la situazione, condannando il Comune e dando ragione alla vittima.

Ad emettere la sentenza di secondo grado è stato il giudice Caterina Ajello, della quinta sezione civile del tribunale di Palermo, che ha accolto l’appello della donna, difesa dall’avvocato Francesco Pepe in una causa che andava avanti da quasi sei anni.
La storia, infatti, era cominciata alle 8 del mattino del 7 ottobre del 2011, quando A.C. era caduta a causa di una buca mentre percorreva via Venero, all’altezza del civico 168. Da lì era cominciato un contenzioso con il Comune che in un primo momento sembrava concludersi a favore di questo, dal momento che si era fatta strada la tesi delle chiara visibilità della buca, che quindi escludeva la responsabilità del Comune, ascrivendo l’accaduto, invece, all’imprudenza del pedone.
Discorso diverso, invece, in appello, dove, tra l’altro il Comune non si è costituito, malgrado la notifica avanzata dal legale della donna e dove, pertanto, veniva dichiarato contumace.

Il giudice d’appello, come detto, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha ribaltato la situazione, riconoscendo colpevole il Comune, grazie anche alle prove testimoniali e condannandolo ad un pagamento che graverà sulle sue casse per quasi settemila euro, tra risarcimento alla vittima, spese legali, annessi e connessi.

 

Trapani fratelli

 

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