Quelle somme non erano dovute, l’Amat restituirà al Comune di Monreale due milioni di euro

L'avvocato Mimmo Rizzuto

Lo ha imposto una sentenza d’appello del tribunale civile di Palermo

MONREALE, 20 aprile – Molto più che una boccata d’ossigeno quella che arriva dal tribunale civile di Palermo, che con un giudizio di appello accoglie il ricorso presentato dal Comune di Monreale ed obbliga l’Amat alla restituzione di circa due milioni di euro, indebitamente pagati dall’amministrazione comunale all’azienda trasporti per servizi resi nel triennio 2002-2004.

Ad emettere la sentenza che ridarà vigore alle sempre asfittiche casse comunali è stata la prima sezione civile della Corte d’Appello del tribunale di Palermo, presieduta da Antonio Novara (a latere Guido Librino, relatore Salvatore Borgia), che ha ribadito quanto aveva detto il giudizio di primo grado circa il pagamento di quasi un milione e 700 mila euro, che l’Amat aveva prima richiesto più di un decennio fa e che poi, con un decreto ingiuntivo datato addirittura 2006, aveva pure riscosso. Una somma che l’azienda trasporti palermitana richiedeva in virtù di una convezione sottoscritta con il Comune di Monreale nel ‘97 e scaduta nel 2002, che non era stata formalmente rinnovata, ma era proseguita tacitamente.

Da qui la controversia: l’Amat, ritenendola vigente, aveva manutenuto il servizio, esigendo le somme. Il comune, dal canto suo, facendo leva sulla formale conclusione del rapporto, non aveva più pagato. L’azienda, allora, aveva inviato un decreto ingiuntivo (provvisoriamente esecutivo) che aveva portato, come detto, al pagamento in due tranches della cifra di 1.690.380,62 euro.

In tribunale, poi il Comune si era visto dare ragione circa la non validità della convenzione, ma alla sentenza non aveva fatto seguito la restituzione delle somme, che, nel frattempo, erano state riscosse dall’Amat. Oggi, invece, dopo undici anni di controversie, arriva la sentenza che, oltre a confermare nel merito ciò che era stato stabilito in primo grado, impone all’azienda di via Roccazzo di restituire quanto indebitamente percepito: più di due milioni di euro, se si considera che alla somma pagata vanno aggiunti gli interessi legali maturati in un periodo di undici anni, che verosimilmente porteranno ad un totale superiore ai due milioni di euro.

“Mi ha dato grande soddisfazione l’esito del giudizio nei confronti dell’Amat – afferma l’avvocato Mimmo Rizzuto che ha difeso in giudizio il Comune di Monreale – in considerazione del fatto che una non indifferente porzione della mia vita professionale è stata da me spesa in questo lungo contenzioso con l’azienda che mi ha visto impegnato in tante controversie civili per oltre vent’anni. Rafforzo il mio pensiero di grande riconoscimento nei confronti della magistratura palermitana che ancora una volta ha dimostrato grande preparazione intelligenza e professionalità.
Sono orgoglioso – ha concluso – perché ho contribuito con l’esito di questo contenzioso con l’Amat a dare un notevole respiro alle casse del comune da un canto e dall’altro per il fatto che questa affermazione arriva pressoché alla fine di un lungo percorso professionale che mi ha visto per circa 40 anni impegnato in favore dell’ente in contenziosi di diversa natura”.

“Una causa nella quale abbiamo sempre creduto – afferma soddisfatto il sindaco Piero Capizzi - e che è stata portata avanti con la consueta professionalità dall’avvocato Rizzuto. Si tratta di una somma molto importante per le nostre casse, ma soprattutto è importante che sia stato sancito un principio, quello che vuole che accordi di questo tipo debbano essere espressamente previsti”.

 

Trapani fratelli

Abaco

 

Commenti  

#1 Giovanni 2017-04-20 22:56
Grazie avvocato Rezzato per difeso gli interessi dei Monrealesi. L'AMAT prima assicurava il servizio (circa 15 anni fà) misteriosamente siamo passati da un servizio eccellente anche notturno senza nessun onere a carico del comune di MONREALE a un servizio pessimo per non dire inesistente? Assistiamo con la dovuta vergogna alla scelta di numerosi viaggiatori di farsela a piedi per non aspettare qualche ora che arrivi il bus.
Ma quanto dovrà durare ancora ?
Giovanni Schimmenti
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