Possedevano un arsenale clandestino, quattro persone arrestate dai carabinieri

Si esercitavano a Portella della Ginestra

MONREALE, 16 gennaio – I carabinieri della Compagnia di Monreale hanno arrestato Maurizio Pedicone, 51 anni, già comandante della Polizia Municipale di Palermo, Silvestre Venturella, 48 anni, giardiniere comunale di Monreale, Federico Cuomo, 29 anni, amministratore di condomini, Gabriele Di Pietro, 44 anni, italo-brasiliano, imprenditore informatico.

I quattro sono stati sorpresi dai carabinieri intervenuti con più pattuglie, perché allertati da cittadini che avevano udito raffiche di colpi d’arma da fuoco. I militari sono riusciti a sorprenderli in un momento in cui avevano interrotto le operazioni di tiro. Ai loro occhi si è presentata una vera e propria scena di addestramento militare: i quattro avevano disteso per terra dei teli impermeabili ed avevano improvvisato un poligono con secchi, bombole del gas esauste e fusti per carburante vuoti impiegati come bersagli, in un terreno compreso tra la vecchia SP20 e la Palermo- Sciacca SS624.

E' stata trovata una vera e propria Santabarbara costituita da mitragliatrici da guerra sovietiche ed americane, mitra di vario genere, fucili d’assalto e una pistola, oltre che a numerosissime munizioni. Il tutto era nascosto all’interno di un casolare abbandonato e di un fuoristrada Mitsubishi di Venturella. Dopo aver bloccato i quattro, messe in sicurezza le armi rinvenute e sequestrate, i carabinieri hanno immediatamente attivato i dispositivi per le perquisizioni domiciliari, rinvenendo nelle abitazioni di Cuomo, Pedicone e Venturella un ingente quantitativo di armi e parti di esse, in numero di 423 armi varie, che gli stessi collezionavano e detenevano con legittimi titoli di polizia: ciò che però ha insospettito i militari è stato il rinvenimento di un laboratorio clandestino in via Cruillas, in cui Cuomo modificava ed alterava le armi e dove ne deteneva molte altre; numerose le armi da guerra rinvenute nelle disponibilità dei predetti e anche quelle detenute legittimamente poiché, sulla carta, disattivate: gli inquirenti dovranno ora vagliare quante di esse, nel grosso ammontare, non siano state dichiarate, quante siano state alterate o modificate o riattivate, così esorbitando dalla legittima detenzione, quante siano eventualmente riconducibili ad episodi criminosi.

Sequestrati anche i PC degli indagati poiché è emerso che gli stessi, che condividevano la medesima passione, si scambiavano informazioni e concordavano appuntamenti e, forse, scambi, su internet. Gli scenari possibili sono a questo punto molto aperti e verranno tutti analizzati con cura per verificare che in effetti l’episodio non conduca ad una rete più ampia.

 

 

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