Furti d'acqua, 17 arrestati a San Cipirello

Altri otto denunciati. Fra i coinvolti anche la sorella del sindaco

SAN CIPIRELLO, 26 giugno - Che ci fosse qualcosa che non andava i Carabinieri lo avevano capito già da qualche tempo e che ci fosse qualcuno, negli alloggi popolari di via Salvato che facesse il furbo e sottraesse acqua potabile per usi domestici senza pagare nulla lo ipotizzavano, ma mai avrebbero pensato di trovarsi di fronte lo scenario su cui hanno invece fatto luce.

I militari infatti sono intervenuti, nell'ambito di una serie di controlli che il Gruppo di Monreale sta ormai da tempo effettuando non solo nella valle jatina ma anche nel Corleonese, nel Lercarese e nel Termitano, insospettiti da una serie di condutture che, partendo dalla condotta principale della rete idrica appena fuori dalle palazzine di via Salvato, si diramavano prima verso una di queste e poi, come gli approfondimenti hanno chiarito, finanche ad ogni singolo appartamento: così, con il doveroso ausilio dei tecnici dell'Acque Potabili Siciliane, gli unici a poter fare chiarezza sulla legittimità di quel gomitolo di cavi, i carabinieri della locale Stazione, coadiuvati da altri militari della Compagnia di Monreale fatti affluire sul posto man mano che le indagini andavano prendendo una piega più ampia, hanno scoperto che proprio nessuno pagava la bolletta dell'acqua a via Salvato. Infatti, grazie al sistema ingegnoso di derivazioni e condutture praticamente direttamente e senza contatore sulla rete pubblica, ognuno si riforniva a piacimento, stipando cisterne autonome in modo assolutamente gratuito. Dagli accertamenti dell'A.P.S. intanto risulterebbe che dal 2007, anno in cui la società è succeduta all'E.A.S. nel servizio di rete, nessuno avrebbe inoltrato alcuna richiesta di fornitura o regolarizzazione e, con buona probabilità, il fruttuoso sistema andava avanti sin dall'assegnazione degli alloggi nel lontano 2002.

Impossibile per i Carabinieri esimersi dalle contestazioni di rito che hanno condotto all'arresto in flagranza del reato di furto aggravato di 17 assegnatari degli alloggi popolari, presenti o intervenuti durante gli accertamenti, e al deferimento in stato di libertà di altri 8 assenti. Tra gli arrestati non solo pregiudicati ma anche incensurati insospettabili, tra cui la sorella del sindaco di San Cipirello.

I militari hanno coniugato il rigore con il buon senso evitando che potessero essere inscenate proteste e spiegando ai soggetti coinvolti gli obblighi di legge e le conseguenze che ne derivavano a loro carico, ma contestualmente attivando sia la società erogatrice del servizio sia le parti sociali, tra cui direttamente il sindaco Giammalva, per la pronta risoluzione della problematica, senza interrompere la fornitura in attesa della regolarizzazione delle posizioni contrattuali dei condomini con l'A.P.S..

Nella giornata i 17 arrestati, dopo aver trascorso la notte ai domiciliari, convalidati gli arresti da parte del p.m. sono stati rimessi in libertà, in attesa dell'ulteriore udienza di convalida davanti al G.I.P. e, successivamente, del dibattimento.

Intanto dal Gruppo di Monreale fanno sapere che in controlli, in collaborazione con le società incaricate dei servizi e gli enti locali andranno avanti e invitano a sanare le posizioni ancora irregolari prima di incorrere in noie peggiori.

 

 

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