Coltivavano marijuana nei pressi di Altofonte, quattro arrestati dai carabinieri

Ottanta piante scoperte dai militari nel corso dell'operazione

ALTOFONTE, 9 agosto – Quattro persone sono finite in manette perché ritenute responsabili di coltivare una piantagione di marijuana in via Valle del Fico, nei pressi di Altofonte. Ottanta le piante che sono state scoperte dai carabinieri all'interno del terreno.

Gli arrestati sono Vincenzo Rubino, 54enne residente in Largo Akrai, Fabio Sanfilippo, 35enne residente in via della Visitazione, Salvatore Savoca, 65enne residente in via dell'Airone e Giovanni Lo Presti, 45enne residente in via dell'Airone. I primi ad essere fermati sono stati Rubino e il nipote Sanfilippo, che erano ancora con gli irrigatori in mano, mentre immediatamente dopo sono stati bloccati Savoca e Lo Presti, rispettivamente suocero e cognato di Rubino presenti sullo stesso terreno, la cui proprietà è divisa tra Sanfilippo e Savoca, che erano accorsi in aiuto dei primi avendo sentito del frastuono.

Prima del blitz era stato organizzato un servizio di osservazione e controllo della zona indicata. I Carabinieri, di cui alcuni "camuffati" da escursionisti hanno raggiunto il punto indicato, scoprendo che tra gli alberi di agrumi della Conca D'Oro, si estendeva una vera e propria foresta di marijuana composta da circa 80 piante con altezza media di 4 metri con fusti dai 10 ai 15 centimetri.

Appostatisi sulle colline circostanti hanno atteso l'arrivo dei "coltivatori" giunti dopo qualche ora per innaffiare le piante. La piantagione era una vera e propria "azienda agricola" a conduzione familiare, che vedeva tra pomodori e zucchine, le piante di marijuana del tipo "Moby Dick", cioè la cannabis più psicoattiva in circolazione che produce una concentrazione di THC fino al 21% ed ha origine equatoriale. I quattro arrestati sono stati condotti presso il carcere dell'Ucciardone, come disposto dall'Autorità Giudiziaria in attesa dell'udienza davanti al Gip.

La piantagione è stata distrutta dandola alle fiamme, anche con l'ausilio della locale Protezione Civile accorsa con l'autobotte per scongiurare incendi. Le piante sono state campionate sul posto da militari del Laboratorio Analisi del Comando Provinciale. Se immessa nel mercato la sostanza stupefacente avrebbe fruttato, vista l'eccellente qualità, circa 100.000 euro.

E' l'ennesimo colpo portato a segno dai carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, impegnati quotidianamente in sevizi di contrasto al mercato degli stupefacenti.

Solo cinque giorni fa, gli uomini della Compagnia di Monreale avevano scoperto nelle campagne di San Cipirello un'altra coltivazione, rinvenendo in un casolare circa duecento piante ed arrestando due persone. Anche per quanto riguarda il raggiungimento del risultato odierno, è stata fondamentale la perfetta sinergia tra più reparti dell'Arma. E' stato l'equipaggio di un elicottero dei Carabinieri di Palermo Boccadifalco a sorvolare la zona di Altofonte, comune alle porte del capoluogo. Giunti sulla perpendicolare di un agrumeto in contrada Valle del Fico, l'occhio attento del pilota ha notato delle piante che tutto sembravano tranne che aranci e limoni segnalandone le coordinate ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Monreale e della Stazione di Altofonte.

Ancora una volta si è dimostrata la costante e prolifica collaborazione tra il Nucleo Elicotteri di Palermo e la Compagnia Carabinieri di Monreale che ha mandato letteralmente in fumo in pochi giorni, dopo quella di San Cipirello di Contrada Tagliavia, l'ennesima piantagione di marijuana.

 

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