Aci-Giurintano

Venticinque chili di marijuana ritrovati dai carabinieri in una masseria di Argivocale

Decisivo l'ausilio delle unità cinofile

MONREALE, 12 ottobre – Venticinque chili di marijuana sono stati ritrovati dai carabinieri di Monreale, con l'ausilio delle unità cinofile, in contrada Argivocale, nell'agro del Comune normanno. Erano all'interno di una masseria di proprietà di una impiegata palermitana.

Il fatto è avvenuto lo scorso 9 ottobre, ma è stato reso noto soltanto oggi. L'azione si inquadra nell'ambito dei periodici servizi di controllo del territorio che investono quotidianamente i centri abitati e le campagne dell'agro monrealese e dei piccoli comuni circostanti, condotte anche con la partecipazione di dispositivi specializzati, hanno eseguito delle battute nella valle jatina. L'operazione sviluppata partendo dall'intervento di due unità cinofile del Nucleo di Villagrazia per snidare eventuali piantagioni o depositi di stupefacenti nascosti tra i campi si è rivelata estremamente laboriosa e faticosa ma ha consentito di pervenire a risultati concreti. Infatti, in contrada Argivocale di Monreale, zona già recentemente interessata da alcuni sequestri di piantagioni o stupefacente sfuso e per questo nuovamente ricontrollata con l'ausilio dei cinofili, i cani coinvolti nel servizio hanno iniziato a palesare chiari segnali di inquietudine ed interesse indirizzato verso la masseria di un'ignara impiegata palermitana dove, nella rimessa per attrezzi agricoli attigua all'abitazione rurale, sono stati rinvenuti, come detto, circa 25 chilogrammi di marijuana lasciata ad essiccare sul pavimento e sulle pareti ed oramai pronta per essere immessa sul florido mercato delle droghe leggere provento, probabilmente, di qualche coltivazione artigianalmente sviluppata nella campagne circostanti.

Escluse responsabilità per i proprietari dell'area, in stato di parziale abbandono ed accessibile pressoché da chiunque, il sequestro a carico di ignoti ha consentito comunque di sottrarre un consistente quantitativo di sostanza e di conseguenti facili introiti a chi l'aveva stoccata con il presumibile intento di rivenderla come prodotto finito.

Determinante l'apporto dei cani, che con istinto convinto e determinato, hanno condotto i loro conduttori e i militari coinvolti nell'attività a perquisire la rimessa.

 

 

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