Detenzione di armi, maltrattamenti e resistenza a Pubblico Ufficiale: cinque arrestati dai carabinieri

L'azione dei militari condotta tra Monreale e San Giuseppe Jato

MONREALE, 28 gennaio - Detenzione illegale di armi, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. Con queste motivazioni i carabinieri della Compagnia di Monreale nei giorni scorsi hanno tratto in arresto cinque persone tra la cittadina normanna e San Giuseppe Jato.

Un fratello e una sorella sono stati tratti in arresto per illegale detenzione di armi comuni da sparo. Gli uomini dell'Arma dopo essersi presentati presso l'abitazione dei due in pieno centro a Monreale, ed averli trovati in possesso di tre fucili da caccia e di un revolver calibro 357 Magnum, nonché di 200 cartucce di diverso calibro ereditati dal padre defunto lo scorso mese di settembre e mai denunciati, per cui illegalmente detenuti, li hanno dichiarati in stato di arresto. Posti ai domiciliari in attesa della citazione diretta a giudizio, all'esito della convalida della misura pre-cautelare hanno patteggiato una pena di 4 mesi.

A San Giuseppe Jato, i militari della Stazione locale hanno tratto in arresto S.E., 21 anni, con un procedimento penale già in corso in materia di stupefacenti, perché responsabile di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. In particolare i militari intervenuti lo trovavano in possesso di un bastone utilizzato per percuotere la madre, rinvenuta con addosso ancora i segni della violenta colluttazione. Tratto in arresto, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria il giovane veniva condotto all'Ucciardone di Palermo per le successive fasi processuali. Analogo intervento si è verificato a Monreale, dove i Carabinieri della Stazione hanno tratto in arresto M.A., anch'egli 21enne. Il giovane, in particolare, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico che ha utilizzato per minacciare il fratello. Tratto in arresto è stato trasportato all'Ucciardone di Palermo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Sempre a Monreale poi è stato tratto in arresto dalla locale Stazione Matteo Mannino, 33 anni, con diversi precedenti alle spalle, sottoposto al regime dei domiciliari, perché quando i militari sono arrivati davanti la sua abitazione per controllare che fosse effettivamente solo, la avrebbe insultati impedendogli l'accesso all'abitazione. Dopo la convalida, Mannino ha chiesto i termini a difesa ed è stato nuovamente sottoposto ai domiciliari.

 

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