La deposizione di Micalizzi: "Farnese e Madonia dovevano essere eliminati"

Entrambe le azioni sarebbero state decise da Giuseppe Lucido Libranti

MONREALE, 6 febbraio – Un imprenditore, Carmelo Farnese ed un parrucchiere, Vincenzo Madonia sarebbero finiti nel mirino della cosca di Monreale, e per loro sarebbe stata decisa l'eliminazione. A rivelarlo è ancora il pentito, Giuseppe Micalizzi nella sua deposizione ai giudici Del Bene e Demontis.

Nel lungo racconto, fatto di 733 pagine, che il neo collaboratore di giustizia dallo scorso mese di giugno ha fornito alla magistratura, Micalizzi parla dell'intenzione di Giuseppe Lucido Libranti, ai vertici della famiglia monrealese, di togliere di mezzo Carmelo Farnese "reo" di lamentarsi pubblicamente della sua esclusione dagli appalti, a vantaggio proprio dello stesso Libranti.

Una "lamentela" non gradita all'esponente pioppese, che aveva deciso di liberarsi del "rivale".
Proprio per questo, come scrive oggi il Giornale di Sicilia, Libranti avrebbe chiesto a Micalizzi "di avvicinare Farnese per condurlo in un luogo per sopprimerlo con il contributo di Franco Vassallo, Giuseppe Lombardo e Raimondo Liotta".
Ma nel mirino di Libranti sarebbe finito anche Vincenzo Madonia, anch'egli in carcere perché coinvolto nell'inchiesta "Nuovo Mandamento", perché avrebbe agito "di sua iniziativa, commettendo danneggiamenti e incendi senza autorizzazione". Libranti avrebbe disposto la sua eliminazione. Il tentativo, però, non sarebbe andato in porto per ben tre volte.

La prima perché non sarebbe stata ritrovata la macchina lì dove era stata parcheggiata per ordire l'agguato, la seconda perché il fatto sarebbe dovuto avvenire vicino ad una scuola di ballo, quindi con potenziali testimoni, la terza perché nelle fasi preparatorie sarebbe per errore partito un colpo dal fucile, interpretato come "malu signu" che avrebbe indotto i personaggi in questione a desistere dal proposito.

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