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Ancora guai per monsignor Miccichè: avrebbe acquistato un appartamento nel centro di Roma con i soldi della Fondazione Campanile

Monsignor Francesco Miccichè

Quei soldi sarebbero dovuti essere destinati ai bambini autistici e malati oncologici

ROMA, 19 ottobre – Ancora guai per l’ex arcivescovo di Trapani, monsignor Francesco Miccichè, che avrebbe utilizzato i soldi della Fondazione della curia di Trapani, la "Campanile", per acquistare un attico nel cuore di Roma, dal valore di 800.000 euro. L'attico si trova al quarto piano di un antico palazzo nobiliare al numero 50 di via San Nicola di Tolentino alle spalle di piazza Barberini. La notizia la racconta oggi Repubblica Palermo.

Miccichè fu sollevato dal suo incarico nel 2012 da Papa Benedetto XVI, che, quando scoppiò lo scandalo di alcuni ammanchi nella Curia di Trapani, mandò come "Visitatore apostolico" il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero. Al termine della "relazione" di quest'ultimo, la decisione di defenestrare Miccichè. La Procura di Trapani indaga Miccichè per appropriazione indebita e malversazione per la distrazione dei fondi dell'8 per mille.
La Fondazione Auxilium di Trapani è un Ente morale costituito nel 1968 da monsignor Antonio Campanile, che ha dedicato tutta la sua vita ad assistere gli ultimi, sempre con l'obiettivo di “alleviare la sofferenza del prossimo con l’ausilio dei mezzi sanitari più rispondenti alle esigenze dei tempi”.
Proprio dalla fusione della Fondazione Campanile, con un'altra, la Auxilium, nacque l'inchiesta del 2011 sulla Curia di Trapani per un ammanco di oltre un milione di euro sulla fusione delle Fondazioni.
Inizialmente, Miccichè era ritenuto parte lesa dalla Procura di Trapani: ora, in un’inchiesta che è l’esatto capovolgimento della tesi iniziale degli inquirenti, è indagato per malversazione aggravata, appropriazione indebita aggravata, calunnia e diffamazione.

 

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