Il Comune non è affidabile, impossibile proseguire nel piano di riequilibrio finanziario

Depositate le motivazioni della Corte dei Conti che spingono Monreale verso il dissesto

MONREALE, 15 dicembre – Il Comune di Monreale non è affidabile ai fini della prosecuzione del Piano di riequilibrio finanziario, perché quest’ultimo esige un tale rigore, anche in considerazione del notevole peso di 32 milioni di euro con cui è stato formulato “ab origine”, che anche la trasmissione non trasparente dei dati può comprometterne la sostenibilità.

E’ questo il senso delle motivazioni trasmesse dalla Corte dei Conti, Sezione riunite in sede giurisdizionale, che boccia, nei fatti, il ricorso del Comune di Monreale contro la deliberazione della Sezione di controllo della Regione siciliana, dello scorso maggio, che sanciva il dissesto finanziario dell’Ente, confermandone di fatto le criticità.

In tale deliberazione della Sezione di controllo si leggeva: “Si rileva la sottostima del Fondo crediti di dubbia esigibilità nel rendiconto 2015 che, sebbene giudicato congruo in euro 1.940.000, è confluito nella quota accantonata del risultato di amministrazione per il minore importo di euro 1.257.083,97; si evidenzia, dunque, anche la mancata emersione nel 2015 di un disavanzo di amministrazione almeno pari ad euro 682.916,03. La Sezione di controllo ha inoltre rilevato: la mancata confluenza, nella quota accantonata del risultato di amministrazione del 2015, del fondo anticipazioni di liquidità; la mancata confluenza, nella quota accantonata del risultato di amministrazione 2015, del fondo rischi spese legali, a fronte di un contenzioso passivo qualificato in euro 11.366.423,86, al 31 dicembre 2016, e, in ogni caso, la mancata contabilizzazione nella quota accantonata del risultato di amministrazione della quota degli “spazi finanziari”( pari a 2.200.000 annui) non utilizzata in ciascun esercizio”.

Ma non mancano le stilettate anche all’esercizio dell’amministrazione precedente e agli albori del piano, si annoverano, ad esempio, fra le criticità: “La mancata valorizzazione del disavanzo di amministrazione 2012, oggetto di ripiano pluriennale (2013-2022), in sede di bilancio di previsione 2013; la mancata evidenziazione nei risultati di amministrazione 2012, 2013,2014 della quota vincolata a fondo svalutazione crediti”.

Nel merito del ricorso, le Sezioni riunite hanno rilevato “una serie di operazioni non consentite dall’ordinamento contabile”, respingendone le argomentazioni e sottolineando, inoltre, come “l’Amministrazione comunale, nell’ambito dell’istruttoria svolta dalla Sezione regionale prima dell’emanazione della delibera impugnata, abbia sostenuto una tesi difensiva completamente diversa da quella riportata nel ricorso in esame”. “Peraltro –si continua a leggere – la Sezione di controllo per la Regione siciliana, in linea con quanto chiarito nella delibera della Sezione delle autonomie da ultimo richiamata perviene a questa conclusione non in ragione di specifiche verifiche contabili, sganciate fra di loro, ma avendo riguardo alla situazione complessiva dell’Ente, analizzata sotto il duplice profilo dell’inattendibilità della qualificazione dei fattori di squilibrio rilevati e del mancato reiterato rispetto degli obiettivi intermedi". Al Comune saranno notificate le spese di giudizio.

 

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