Crisi idrica in provincia, Monreale ancora “resiste”

Uno dei pozzi di Boarra

Al momento poche preoccupazioni, ma la situazione va monitorata

MONREALE, 23 gennaio – Monreale, una volta tanto, fa eccezione e l’angoscia, almeno per il momento, non alberga da queste parti. Se ben 35 comuni della provincia di Palermo serviti dall’Amap, capoluogo compreso, sono pronti già dalla fine di questa settimana a razionare l’acqua, Monreale può guardare ancora da lontano lo spettro dei turni e della sete.

La situazione chiaramente va monitorata e le risorse vanno utilizzate con raziocinio, ma la dotazione idrica del comprensorio monrealese, eccezion fatta per alcune zone del territorio, non è ancora sotto i livelli di guardia. Se Palermo, giusto per dare l’idea, si trova con appena il 10% delle risorse presenti negli invasi che la approvvigionano (Poma, Piana degli Albanesi, Scanzano e Rosamarina), i pozzi Termini e Boarra che danno da bere a Monreale centro, recentemente monitorati, hanno risposto in maniera confortante.

Si tratta di pozzi profondi, che devono essere sfruttati al massimo prima eventualmente di esaurirsi e che ancora oggi garantiscono quella quarantina di litri al secondo (in totale) che serve ad approvvigionare il centro abitato monrealese.
Semmai se qualche problema si presenta, riguarda alcune zone del vasto hinterland: fra queste Giacalone, alimentata da sorgenti superficiali, che, con la siccità che è sotto gli occhi di tutti, hanno visto diminuire in maniera preoccupante la loro capacità di erogare acqua.

Problemi pure a Grisì, che trae le sue risorse dalla condotta Dammusi, spesso aggredita da appresamenti abusivi, come hanno testimoniato le attente azioni dei carabinieri, delle quali, in più di una circostanza, Monreale News ha dato notizia.
La soglia di attenzione, però, pur in presenza di una situazione non ancora allarmante, non può e non deve diminuire. Anche perché il mese di gennaio è passato praticamente all’asciutto e, a meno che non cominci a piovere in maniera copiosa ed ininterrotta fino in primavera, le risorse potrebbero diminuire ulteriormente. I problemi, stante questa situazione, pertanto, potrebbero presentarsi in estate. Ecco, perché è importante in questa fase continuare a fare la formica e non la cicala.

 

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