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Decreto Sicurezza, le associazioni Arci: 'Capizzi ne sospenda gli effetti'

"Chiediamo che anche a Monreale si passi dalle parole ai fatti”

MONREALE, 7 gennaio – In seguito all’azione del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha ordinato la sospensione del “Decreto sicurezza” per ragioni di incostituzionalità, anche a Monreale si è acceso un dibattito forte sulla possibilità di disattendere le norme di legge che ostacolerebbero l’iscrizione all’anagrafe ai cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto. Il sindaco di Monreale Piero Capizzi – a quanto si legge sulla stampa locale - ha fatto sapere di aver contattato personalmente il collega per testimoniargli la sua personale solidarietà e quella dell'Amministrazione comunale di Monreale, attirando contestualmente su di sé le critiche del gruppo locale della Lega e di molti cittadini che reputano questa mossa una mera speculazione politica.

Le associazioni ARCI di Monreale (Link e Agrisocial) - realtà attive quotidianamente nel territorio a sostegno dei più deboli, che fin dalla loro nascita promuovono valori di uguaglianza, partecipazione, accoglienza, inclusione e giustizia sociale, attraverso iniziative pubbliche ma anche dibattiti interni sui temi dell’immigrazione e della sicurezza - accolgono con favore la presa di posizione del Sindaco ma chiedono con forza che questa “solidarietà” si trasformi in atti concreti.
“Il sindaco Capizzi sospenda subito, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione del Decreto sicurezza, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica – dichiarano le due associazioni – Dia subito mandato al responsabile dell’anagrafe di Monreale di valutare attentamente tutti gli aspetti giuridici dell'articolo 13 del Decreto e avvii un dialogo istituzionale, e non solo a mezzo stampa o telefonicamente, con la Città di Palermo”.


“Siamo consapevoli degli innumerevoli problemi che la nostra città è chiamata ogni giorno ad affrontare per garantire i servizi essenziali ai propri cittadini, ma siamo anche convinti che all’interno della Comunità monrealese non possa essere avallato un sentimento di odio e disprezzo nei confronti degli immigrati. Basta poco infatti per rendersi conto che chi vuole difendere Monreale dal fenomeno “immigrazione” stia forse tentando di creare un “nemico” che in realtà non esiste: nonostante la nostra Comunità accolga ad oggi quasi 400 persone di nazionalità non italiana (l’1% della popolazione), si fa fatica a trovare nelle cronache locali casi di micro o macro-criminalità ad essi ascrivibili. Sarebbe a dir poco ridicolo, inoltre, credere che le condizioni socio-economiche di difficoltà del nostro territorio siano state causate da chi vive in mezzo a noi e ha la sola colpa di non avere la nazionalità italiana.”


“Per questo motivo riteniamo di avere il diritto e la titolarità di criticare questa legge. Adesso chiediamo al Sindaco di intervenire con un atto formale e, a questo punto, dovuto. A chi invece accusa di speculare su questo tema e annuncia banchetti informativi a sostegno della Legge Salvini – concludono - diciamo che saremo anche noi in giro per le strade di Monreale a far conoscere le ingiustizie contenute al suo interno, a promuovere una cultura dell’accoglienza e a raccogliere le firme a sostegno di una petizione popolare che, qualora ce ne fosse bisogno, chiederà al Consiglio comunale, alla Giunta e al Sindaco, di compiere semplicemente un atto di civiltà e giustizia sociale”.

 

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