''Terra e Malalingua'' a Casa Cultura: custodire il dialetto siciliano

La manifestazione si è svolta ieri pomeriggio. LE FOTO

MONREALE, 15 gennaio – Conservare, proteggere e coltivare: questo l’incipit suggerito ieri pomeriggio ai tanti partecipanti, presso il salone di Casa Cultura, dal presidente della Pro Loco di Monreale Amelia Crisantino e da Maria Grazia Scognamiglio, in seno all’importanza del dialetto siciliano che ha caratterizzato la tradizione popolare negli anni, attraverso racconti, poesie e canzoni. 

“Bisogna ripercorrere le tracce di questo orgoglio” ha affermato la curatrice dell’evento Amelia Crisantino, all’apertura del dibattito culturale patrocinato dal comune di Monreale – riferendosi alla lingua sicula, spesso ritenuta sconveniente – alla presenza del presidente dell’associazione “Liberi di volare”, Biagio Cigno e degli assessori Ignazio Davì, Rosanna Giannetto e del sindaco Alberto Arcidiacono, i quali hanno ribadito, durante i saluti di rito, il rilevante spessore dell’iniziativa e del nostro idioma popolare.

A mantenere l’atmosfera folcloristica, le voci di Pina Cirino, Mara Turdo, Giuseppe Giurintano, Mariella Sapienza e Giusy Giurintano, attraverso le letture di alcune poesie, quali Mussolini, Cavusi cuitti, Mi votu e mi rivotu, Lu tempu ri li poisie e ‘A musca, alternati dalle esibizioni canore di Tiziano Ferraro e Giusy Salamone dell’associazione “Il Tritone”, con canzoni siciliane quali Nicuzza bedda, Cocciu d’amuri e La siminzina, intrattenendo il pubblico presente, tra cui l’assessore Luigi D’Eliseo, i consiglieri Santina Alduina e Flavio Pillitteri e il consulente Salvo Giangreco e il segretario della Pro Loco Piero Faraci.

Il “viaggio tra serio e faceto intorno al dialetto della terra di Sicilia”, caratterizzato dalle luci del tecnico Mimmo La Malfa, e si è concluso con la lettura della poesia di L’autri semu nuavutri di Antonella Vinciguerra, poeta e scrittrice, 3a classificata al concorso nazionale “Salva la lingua locale”, sulle note di C’era una volta in America di Ennio Morricone, grazie alla collaborazione del tecnico del suono Giuseppe Lo Coco.

 

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#1 Salvatore Mercoledì, 15 Gennaio 2020
Cortesemente chiamatela lingua siciliana perché tale e stata riconosciuta così come noi apparteniamo ad una nazione vecchia di duemila anni altro che italietta !
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