Antichità unita alla modernità: ieri la ''Notte Nazionale del Liceo Classico'' al Basile tra cultura e arte

(foto Massimo Merulla)

Tema di tutta quanta la serata è stato il dibattito intorno alla diversità e all'amicizia. LE FOTO

MONREALE, 18 gennaio – Si è conclusa ieri notte, allo scoccare del nuovo giorno, la serata culturale organizzata al liceo Emanuele Basile in occasione della "Notte Nazionale del Liceo Classico", in contemporanea nazionale. Un ricco e nutrito programma di eventi (danze, letture, rappresentazioni musicali e teatrali) che ha saputo magistralmente coniugare l'intrattenimento all'impegnativa tematica - guida di tutta quanta la manifestazione: la riflessione su chi o cosa oggi rappresenta il "diverso" e, di conseguenza, chi o cosa possiamo definire come "amico". 

Xenìa e Philìa, volendo citare la lingua greca, sono più che semplici lemmi ma veri e propri valori che la grecia classica ha tramandato nel tempo e tradotto nella nostra contemporaneità. Valori che - come è ovvio - hanno comunque dovuto fare i conti con l'inevitabile incedere della storia e con l'altrettanto inevitabile mutamento delle coscienze e delle sensibilità umane, oggi - in talune condizioni più marcatamente che in altre - di certo molto cambiate rispetto al passato. Come è ormai tradizione al Liceo Basile, la "Notte" rappresenta quel momento in cui è più che lecito e doveroso tentare di ripristinare quel preciso dialogo con il passato, in ogni modo possibile: non soltanto immedesimandosi fisicamente (ricorrendo ad abiti di scena, trucchi e maschere) ma anche semplicemente concedendosi qualche minuto di riflessione attraverso una poesia o un libro. 

Non a caso la manifestazione è stata inaugurata dalla presentazione de "La consapevolezza di un amore", ultima fatica letteraria di Marcello Alessandra che, da psichiatra di professione e vocazione tenta, attraverso una quotidiana seduta, di trovare quella definizione di amore che vada ben oltre la fredda e lapidaria oggettività. Amore che è una delle tante declinazioni di quella philìa, quella tensione che spinge ad accettare il prossimo, nonostante la sua distanza e quindi diversità dai nostri comuni canoni (siano essi sociali, culturali, religiosi o personali). "Aprire le porte della scuola è fondamentale anche nell'ottica dell'incremento tanto dal punto di vista numerico quanto da quello qualitativo - afferma l'assessore Giannetto che, insieme al sindaco Arcidiacono, non è voluta mancare all'evento - è significativo vedere questa appartenenza da parte degli alunni al propri istituto, con attività e interesse ogni anno crescente".

In apertura è intervenuta anche la preside Cettina Giannino che, dopo aver rivolto il suo ringraziamento a tutti (Comune e Provincia che hanno patrocinato l'evento, sponsor della serata, professori, alunni e comitato organizzativo tutto) ha fortemente voluto ricordare come la scuola per la prima volta, quest'anno, si sia cimentata nella compilzione della rendicontazione sociale, documento in cui si tirano letteralmente le somme di quanto fatto negli ultimi tre anni, già disponibile on-line sul sito web dell'istituto. "Abbiamo puntato molto anche sulla sicurezza - sottilinea - e per questa ragione un grazie speciale va ai dottori Delfino e Niosi della Provincia per tutto il loro lavoro e supporto". 

La serata si è poi articolata, come detto, in una vasta selezione di rappresentazioni, attività, laboratori, letture e coereografie di danza. Tutte doverosamente ispirate al mondo greco e tutte soprattutto frutto dell'impegno degli studenti e dei professori che, al loro fianco, li hanno guidati e coordinati. Gli ospiti presenti ieri sera hanno, in questo modo, sono stati intrattenuti fino alla mezzanotte, quando ha avuto luogo la tradizionale lettura in metrica di un passo della tragedia "Agamennone" di Eschilo. 

 

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