Aeroporto di Punta Raisi, debitori per il fisco, ma pieni di banconote

La Guardia di Finanza sequestra valuta per diverse migliaia di euro

PALERMO, 14 settembre – Nell’ambito dell’attività ispettiva doganale svolta presso lo scalo aeroportuale “Falcone- Borsellino”, i Finanzieri della Compagnia di Palermo-Punta Raisi e i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Palermo, - a seguito di una mirata attività di analisi delle situazioni reddituali svolte dai finanzieri nei confronti dei passeggeri che transitano frequentemente dallo scalo aeroportuale “Falcone- Borsellino” - hanno rilevato che alcuni di imprenditori di etnia cinese, a fronte di debiti erariali per svariati milioni, non versavano nemmeno un euro nelle casse dello Stato.

I conseguenti mirati controlli valutari nei confronti di tali soggetti in partenza dallo scalo aeroportuale, condotti anche con l’ausilio del neo-assegnato cash dog “Goro”, specializzato nel contrasto al traffico di valuta, hanno consentito di rilevare l’esportazione di banconote di grosso taglio occultate nei doppi fondi delle valigie e tra gli effetti personali.
In relazione ai controlli nei confronti dei soggetti in entrata nello Stato, la valuta - sempre occultata secondo le modalità sopraindicate – è stata dichiarata dagli interessati destinata al pagamento in contanti a proprietari di abitazioni prese in affitto per i soggiorni nel periodo estivo. Nei confronti dei proprietari degli immobili, tutti italiani, sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei reparti territorialmente competenti ai fini di verificare la eventuale corresponsione di canoni di locazione in nero.
L’ausilio dell’unità cinofila antivaluta si è rivelata particolarmente preziosa in due distinti interventi nei confronti di passeggeri in transito, consentendo di rinvenire denaro contante per circa 25 mila euro.

Nel primo caso, il sequestro è avvenuto nei confronti i due coniugi di etnia cinese, in procinto di lasciare il Paese portando al seguito banconote per oltre 11 mila euro, risultati, dalle Banche dati in uso al Corpo, debitori dell’Erario per un importo superiore a 700 mila euro. La valuta era stata volutamente divisa tra i due coniugi al fine di eludere i controlli e non essere obbligati a presentare la prevista dichiarazione doganale per i movimenti transfrontalieri di denaro contante superiori a 10 mila euro.
L’altra operazione è stata effettuata nei confronti di un soggetto di nazionalità italiana, proveniente dal Belgio, che aveva con sé denaro contante per oltre 13 mila euro senza averlo dichiarato alle Autorità competenti: violazione che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare al 50% dell’eccedenza che si tenta di trasferire e comportare il sequestro fino al 50% di tale importo. Il contravventore, in questo caso, ha optato per l’oblazione immediata pagando la sanzione di 200 euro.
Complessivamente, nel corso delle attività in rassegna sono stati controllati, sino ad oggi, circa 700 passeggeri in transito, deferite 26 persone all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed autoriciclaggio e sequestrati circa 160 mila euro.
Inoltre, durante gli interventi sono stati verbalizzati soggetti che avevano al seguito assegni per oltre 230 mila euro irregolarmente emessi (privi della data di emissione piuttosto che del soggetto giuridico o persona fisica beneficiaria) in violazione della normativa vigente sull’imposta di bollo ed antiriciclaggio.

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna