Gesù Bambino strapperà un sorriso a chi l’ha smarrito

L'arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi

Riceviamo e pubblichiamo...

MONREALE, 15 dicembre - Il Natale di Gesù è la festa della gioia, la festa del sorriso, quello di un Dio bambino, segno dell'amore di Dio che ci dà la certezza di essere amati gratuitamente e per sempre. Il profeta Isaia scrive: “Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”! Il motivo di questa gioia è perché “un Bambino è nato per noi”.

Nel Vangelo di Luca l'angelo rivolto ai pastori dice: “Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi nella città di Davide, è nato per voi un salvatore, che è Cristo Signore”.

I Magi al vedere la stella sul luogo dove si trovava il bambino “provarono una gioia grandissima”. La gioia che scaturisce dal Natale accomuna tutti, come ci testimonia san Leone Magno in un discorso sul Natale: “Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.”

Gioia e letizia ci assicurano che il messaggio contenuto nel mistero della Notte santa viene veramente da Dio. Non c'è posto per il dubbio sistematico di stampo nichilista; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c'è spazio per l'indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. È scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore.

Papa Francesco scrive: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall'isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.

Si potrebbe obbiettare: “Come si fa oggi ad essere lieti, con tutte le insicurezze a livello esistenziale, economico e politico che ci turbano, con le brutte notizie che ci siano propinate ogni giorno? Con tutti i crimini, con tutta la povertà, la mancanza di lavoro, la violenza che ci sono attorno a noi? Come si possono ignorare tante situazioni di dolore e di oppressione?”.

Se noi ci fermiamo ad una visione superficiale abbiamo mille motivi per essere preoccupati, tristi, pessimisti, scoraggiati. Se ci convertiamo ad una visione di fede, non possiamo che essere pieni di gioia, nonostante le difficoltà della vita. Siamo chiamati sempre ad essere lieti non perché imperturbabili o incoscienti, ma per la consapevolezza forte, vigorosa, che il Signore viene a salvarci. È lui che libera dalla tristezza e spazza via dal cuore le numerose radici di amarezza. Gesù bambino è capace di strappare un sorriso a chi l'ha smarrito da lungo tempo a causa delle prove e delle sofferenze della vita. La gioia cristiana è una gioia originale e paradossale rispetto a quella del mondo perché è una gioia che non censura nulla ma è presente in ogni circostanza.

* Arcivescovo di Monreale

 

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