La plutocrazia planetaria e la miseria dei poveri e diseredati

fumetto di Salvino Caputo

L’invadenza ed il predominio delle lobby economiche e finanziarie nella sfera politica mondiale ha il suo incipit dopo la prima guerra mondiale. Mussolini che non condivido e non assolvo nelle vesti di socialista legato a Nenni, Pertini, Spinelli ed i fratelli Rosselli, stigmatizzò una severa denuncia contro la plutocrazia ed il capitalismo becero dei gruppi finanziari, che grazie alla disponibilità di enormi capitali finanziari, potevano pesantemente influenzare, in maniera determinante, il futuro politico dei governi europei in carica.

I tedeschi aderenti al nazismo, identificarono la plutocrazia con l’alta finanza ebraica; in parole povere i nazisti chiedevano soldi agli ebrei per il finanziamento delle loro attività guerrafondaie. Nel Manifesto di Verona del 1943, in occasione del varo della Repubblica Sociale Italiana, Mussolini impettito ribadì la sua celebre frase: “Annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro il soggetto dell’economia e la base infrangibile dello Stato Italiano”. Parole al vento! Conosciamo a memoria la fine della Repubblica Sociale del Fascismo Italiano. In ogni caso, la maledetta Plutocrazia continua ad essere la prova più sconcertante del tramonto dei valori etici nella coscienza collettiva della nostra modernità. A futura memoria, se la memoria ha un futuro, impariamo umilmente a decodificare i messaggi e l’essenza della nostra storia infinita. L’esperienza attesta che i veri valori legati alla grande rivoluzione di tutti i tempi, ovvero, il vangelo di Gesù di Nazareth ed del Socialismo cristiano, trionferanno presto o quasi, malgrado una chiesa smarrita e senza prospettive, sostenuta da un grande gesuita argentino che incontra 90.000 giovani in Piazza San Pietro, in una zona di confine tra Stato Vaticano e Stato Italiano, per parlare di senso della nostra vita.
Io non ci sto! Sono un laico socialista e lotterò per il futuro dei nostri giovani, cimentandomi nell’arena politica per affermare diritti e doveri di una sovrana Costituzione Italiana, che a parere del mio maestro Leonardo Sciascia, non esiste più da 40 anni. Rituffandomi nella maledetta “Plutocrazia” vorrei citare un aneddoto di Boris Pasternak ad hoc. Dopo avere pubblicato il mitico “Dottor Zivago” mio fratello Pasternak fu convocato da Stalin per essere cazziato rigorosamente. Pasternak fu costretto a rifiutare il Premio Nobel per la Letteratura, perché disturbava l’onnipotenza del regime stalinista. Dopo l’incontro con Stalin, Pasternak fu costretto dal regime sovietico ad incontrare un grande rappresentante finanziario della Plutocrazia russa, che invitando Boris ad una cena fantasmagorica e lussuosa, al momento severo del digestivo a base di vodka esclamò: Caro maestro, “È un piacere dell’anima, vivere da ricchissimi in mezzo ai poverissimi del nostro pianeta”.
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