Eureka Evolution

A proposito di governi ''naturali'' e ''innaturali''

fumetto di Michele D'Amico

Il 4 marzo 2018 si sono tenute in Italia le elezioni politiche per il rinnovo dei due rami del parlamento, il Senato della repubblica e la Camera dei deputati. La legge elettorale adottata, al di là dei tecnicismi della medesima che qui poco importano, era ed è estremamente chiara: gli italiani non hanno avuto la possibilità di scegliere i candidati, tantomeno il governo. Gli italiani hanno rinnovato il Parlamento sulla base di liste bloccate da una partitocrazia sempre più dilagante e pervasiva, che non lascia spazio democratico ai cittadini di scegliere i propri candidati.

Gli schieramenti politici in corsa erano fondamentalmente tre: il centro destra che ha ottenuto poco più del 37% delle preferenze, il movimento 5 stelle che ha ottenuto poco più del 32% delle preferenze e il centro sinistra che ha ottenuto il 23% delle preferenze. La soglia da raggiungere per permettere a ciascuno schieramento di governare in maniera “naturale” era del 40%. Tale soglia non è stata raggiunta da nessuno degli schieramenti politici in competizione.

Pertanto, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, nessun governo “naturale” avrebbe potuto formarsi nel senso che nessuno degli schieramenti avrebbe potuto governare da solo, ammesso che in politica possa esistere, specialmente in Italia che vanta nel corso della sua storia repubblicana una lunga storia di governi di varia natura, il concetto di “governo naturale”. Per meglio potere comprendere l’esistenza dei cosiddetti “governi naturali” si dovrebbe inserire un altro concetto che è quello della durata dei siffatti governi. Non volendo addentrarmi in tale contesto, sorvolo.

Stante le preferenze ottenute da ciascuno schieramento nel corso della competizione elettorale, nessuno di essi avrebbe potuto governare da solo e avendo scelto di non ritornare alle urne, non restava che la scelta di un governo “innaturale” ovvero di un governo composto da forze politiche di diversa ideologia, espressione di programmi politici diversi.

Tesi diverse per una sintesi comune. Questo, con ogni probabilità, avranno pensato movimento 5 stelle e lega pur di dare un governo “innaturale” all’Italia. Un governo durato 15 mesi, non poco per un paese come l’Italia, politicamente tumultuoso, e qui prepotentemente ritornerebbe quanto abbiamo precedentemente sorvolato: qual è stata, nel corso della storia repubblicana la durata dei cosiddetti governi “naturali”?

Avendo la presente legislatura abbracciato la strada dei governi “innaturali”, coloro che avevano iniziato a disegnare un’altra Italia, con un uomo dai poteri forti solo al comando e che adesso gridano allo scandalo nel caso di formazione di nuovi governi “innaturali”, commettono un grossolano e successivo errore politico oltre a quello commesso per avere sfiduciato il governo “innaturale” del quale facevano parte ed erano parte fondamentale.

L’errore commesso è tanto più marcato nella considerazione che solo qualche giorno prima della pretestuosa sfiducia, gli stessi avevano votato la fiducia su di una legge promossa da loro stessi. Gli italiani, che non sono affatto stupidi, hanno ben compreso il gioco. Cosa potrebbe accadere adesso?

Qualunque sia l’evoluzione della crisi di un governo “innaturale” iniziato 15 mesi fa, gli italiani faranno tesoro di quanto accaduto e sapranno certamente decidere, quando saranno chiamati ad esercitare la propria sovranità, tra le intenzioni di colui che vuole poteri forti per comandare e quei valori e principi fondamentali riportati in ciascuna carta costituzionale di un qualunque paese occidentale libero e democratico e, in particolare, in quella italiana all’indomani di una guerra mondiale che ha prodotto complessivamente circa 55 milioni di morti di cui il 60% di civili e che ha fatto seguito ad un ventennio, dove al comando delle nazioni che lo avevano promosso, c’era una persona sola.

Gli italiani faranno proprie le parole di Pericle, riportate da Tucidide: “benché solo pochi siano in grado di dare vita ad una politica, siamo però tutti capaci di giudicarla”; sanno bene che nulla si può barattare con quei valori e principi fondamentali che sono alla base del nostro vivere comune, nulla si può barattare con la libertà e la pace tra i popoli. L’errore è stato già commesso, non necessita ripeterlo, facciamo tesoro di quanto già conosciamo.

 

 

Commenti  

#1 Nicolò Bevilacqua 2019-08-13 19:25
A Salvini e compagni manca il concetto di " Unità Nazionale", vedi Lega Nord, Padania e altre amenità di questo tipo e il profilo d'italiano che si configura dai suoi proclami non mi piace proprio. Temo il risultato elettorale perché c'è la possibilità che la parte più stanca, più bastonata, più distratta da più impellenti problemi possa essere facilmente attratta dal cantico esiziale, becero e populista espresso da costui. In momenti come questi ( senza nulla togliere all'importanza di altre votazioni) mi sento attratto dal modello americano dove per votare si deve richiedere l'iscrizione a delle liste che a volte richiedono dei costi e in più mai di domenica e festivi. La scrematura sarebbe sicuramente importante e di certo il modo di approcciarsi alla politica non solo di Salvini ma di tanti come lui sarebbe diverso.
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