Giuseppe Romanotto - Orizzontale 2019

Casa della Cultura diventa “spazio filosofante”

Dirigenti e docenti a scuola di “philosophy for children/for community”. LE FOTO

MONREALE, 18 novembre – Si è svolta ieri la Tavola rotonda sul Tema “Con-filosofare. La filosofia come pratica dialogica di comunità, con l’intento di divulgare metodologie didattiche innovative volte a sviluppare negli alunni di ogni ordine e grado di scuola il pensiero critico, creativo e affettivo-valoriale che sta alla base del modello teorico della philosophy for children/ for community, presentato in quella sede per la ricorrenza appunto della Giornata UNESCO della filosofia.

L’iniziativa culturale è stata promossa dal Comune di Monreale e patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo e dal CRIF (Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica) di Roma. Un’occasione formativa per rilanciare il ruolo e il valore della filosofia oggi. Ha porto i saluti il sindaco Piero Capizzi, che ha ribadito il valore della formazione classica cui concorre anche la filosofia, richiamando qualche suo caro ricordo, quando fra i banchi di scuola, ha incontrato per la prima volta Kant, nella differenza tra “fenomeno” e “noumeno”, Leibniz nella teoria delle monadi, Marx, nella teoria del comunismo e tanti altri interessanti filosofi. Il sindaco ha ringraziato, poi, la professoressa Maria Rita Fedele, consulente per la Cultura, per la promozione di significative iniziative culturali che sta attivando nel territorio, rilanciandone una pregevole offerta formativa e ha ribadito il valore della collaborazione delle scuole monrealesi nell’estendere la formazione filosofica ai bambini e ai ragazzi delle scuole medie. Un riconoscimento anche per la collaborazione -ha detto il Sindaco- va agli assessori Cangemi e Battaglia, ai funzionari e allo staff di Casa della Cultura, a Rosalba Madonia e a Giuseppe Moschella.

La tavola rotonda ha fatto registrare una grande partecipazione dei docenti delle scuole di Monreale di ogni ordine e grado, di alcuni del liceo scientifico Santi Savarino di Partinico, di formatori della pratica filosofica “philosophy for children” che operano a Palermo e di altri docenti del Basile-D’Aleo e della Morvillo, che hanno aderito a titolo personale; in particolare, molto apprezzata è stata la presenza delle dirigenti scolastiche Beatrice Moneti, dell’istituto Veneziano, Patrizia Roccamatisi, dell’istituto Margherita di Navarra e di Rosetta Rizzo dell’istituto Privitera-Polizzi di Partinico.

Sono intervenuti il prof. Antonio Cosentino, presidente del Comitato scientifico del CRIF, Ente di formazione nazionale riconosciuto dal MIUR, che ha diffuso in Italia il modello statunitense della philosophy for children/ for community, vantandone una pregevole esperienza nel campo della formazione e della ricerca, la prof.ssa Giuseppina D’Addelfio, docente di Filosofia dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Palermo, che ha illustrato il rapporto stretto tra la filosofia e i bambini nel modello teorico di Lipman, per il quale non è al raggiungimentodell’età adulta che si diventa capaci di fare filosofia; e infine la prof.ssa Maria Rita Fedele, teacher educator di Philosophy for children/for community e docente di filosofia al liceo scientifico “Emanuele Basile” di Monreale, che ha illustrato, mediante la presentazione di alcune slides, le peculiarità del complex thinking (il pensiero complesso), la cui formazione è uno dei principali obiettivi pedagogici della P4C (philosophy for children), e due esemplificazioni didattiche della stessa pratica filosofica sperimentata nella scuola primaria Crivelli di Roma e nella ex classe quinta A del liceo scientifico Emanuele Basile.

Citazioni significative sono emerse nel corso del dibattito quando si è fatto ricorso al saggio della filosofa statunitense Martha Nusbaum “Non per profitto”, in cui si afferma che una democrazia non può durare molto senza filosofia. Errato comunque ritenere che le competenze filosofiche compaiano direttamente dal nulla, magari conversando e discutendo con gli altri; esse vanno coltivate attraverso l’educazione per la quale la filosofia rappresenta quel sapere che si fa cultura dell’uomo e perciò coltivazione della sua umanità. «Il bisogno della filosofia oggi nasce dalla necessità di contrastare le nuove ideologie che imperversano nella società del nostro tempo, fra cui quelle del mercato, della globalizzazione, che riducono gli individui a meri consumatori, quelle che si legano alle logiche clientelari e affaristiche, diffuse in molti ambiti come la politica, la scuola, la società, l’economia, che esercitano sugli individui un potere occulto, riducendoli a meri esecutori di compiti».

Ed ancora «le ideologie che si legano ai nuovi “tecnicismi”, che in nome del “saper fare” costringono gli individui a seguire predeterminate logiche di azione, trascurando la dimensione del “saper essere” e provocando l’eclissi della ragione sapienziale e il trionfo della ragione strumentale», ma quest’ultima non sa distinguere tra ciò che si può fare e ciò che si deve fare. Perciò la filosofia riveste un grande ruolo perché promuove «una cultura pubblica deliberativa riflessiva in cui siamo meno influenzati, di quanto lo siamo oggi, dagli altri, dall’autorità, dalla moda, dal mercato».

 

 

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