La memoria di Enzo Rossi, un artista dei pupi

Ieri una partecipata iniziativa al circolo di cultura Italia. LE FOTO

MONREALE, 15 ottobre – Il valore della memoria e il suo recupero, il passato che si attualizza attraverso i segni che uomini come Enzo Rossi hanno inciso nella memoria collettiva: questo il filo conduttore dell’incontro che si è tenuto al circolo di cultura Italia, in memoria del puparo monrealese scomparso tredici anni fa.

Presenti alla manifestazione oltre alla famiglia Rossi, il sindaco Piero Capizzi e l’assessore alla Cultura Giuseppe Cangemi.
Ad aprire la manifestazione, alla presenza di un folto pubblico di amici, giovani e bambini accorso per l’evento, Claudio Burgio, nelle vesti di commissario straordinario del circolo, che ha sottolineato l’importanza e il dovere della salvaguardia della memoria delle nostre tradizioni, quale patrimonio collettivo da valorizzare. Burgio ha ricordato alcuni momenti di vita di Enzo e della bottega artigianale posta nel quartiere Ciambra dove l’artigiano costruiva i famosi pupi.
Ha ringraziato la famiglia Rossi, per la tenacia con cui porta avanti questa tradizione, apprezzando l’impegno del figlio Benedetto, della sua opera di divulgazione e di recupero della memoria omaggiandogli una litografia dell’osservatorio per lo sviluppo e la legalità “Giuseppe La Franca”.
Il sindaco Piero Capizzi ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa organizzata dal circolo Italia e ha avuto parole di ammirazione nei riguardi della famiglia di Enzo Rossi, evidenziando la volontà di sostenere con il patrocinio eventi come questo, che contribuiscono alla crescita culturale della nostra città.
Dopo i saluti, Lillo Aricò, socio del circolo ed ex presidente, ha ribadito il ruolo primario del Circolo Italia nella promozione di manifestazioni culturali di educazione permanente, al piacere e all’intrattenimento, all’inclusione nella società, sia per i soci che per ogni persona, che da diversi decenni riveste nella società monrealese, e ha rimarcato l’impegno in questa direzione, proprio perché le manifestazioni della cultura riuniscono diversi e molteplici ambiti di crescita personale, collettiva e sociale.
“Il circolo Italia - ha dichiarato - si è sempre impegnato, in questo ultimo decennio, per essere al servizio della cultura cercando di soddisfare le esigenze e i bisogni espressi dai fruitori”.
“In quest’ottica - ha concluso - è stata realizzata la manifestazione per ricordare un nostro concittadino: Enzo Rossi, di cui mi pregio essere stato un amico e sostenitore sempre della sua opera”.
Accorato l’intervento di Benedetto Rossi, figlio di Enzo, che ha parlato a nome della famiglia, esprimendo il plauso per l’iniziativa dedicata al padre e all’opera dei pupi.
Ha portato all’attenzione degli intervenuti alcune novità che riguardano l’attività del padre e cioè la scoperta a distanza di più di cinquanta anni di un collezionista, Enzo Pandolfo titolare del teatro Lelio che possiede più di venti pupi del teatro che dopo il restauro per mano di salvo Bumbello andranno a far parte del museo delle tradizioni popolari dell’omonimo teatro.
L’altra novità riguarda alcune interviste che il maestro rilasciò nel 2002 alla docente di letteratura italiana, Jo An Cavallo della Columbia University di New York di cui è stato trasmesso un breve frammento e della citazione del puparo in un saggio su Boiardo e Ariosto nell’opera dei pupi di prossima pubblicazione.
Una chiara ed esplicita relazione a quel passato che ritorna nel presente a cui Benedetto Rossi spesso fa riferimento nei suoi interventi e all’impegno nel recupero di una memoria collettiva da trasmettere e da salvaguardare.

Nel corso dell’evento, Fulvio Mammina grande amico di Enzo, ha letto la poesia “ I pupi” di Cosimo Grimaudo e una sua poesia dal titolo “L’urtimu puparu” che è il racconto di una lunga amicizia e di un legame tra la famiglia Mammina ed Enzo Rossi.
E’stato proiettato il frammento dell’intervista e il filmato dedicato a Enzo Rossi dal titolo “Elogio della Memoria” realizzato dalla famiglia in occasione del decennale della scomparsa e presentato nelle scuole del territorio monrealese che ha suscitato l’interesse dei presenti sottolineato da un commosso applauso.

A catalizzare l’attenzione dei presenti, il qualificato intervento di Amelia Crisantino docente e autrice di numerosi saggi che ha tracciato un profilo umano e professionale di Rossi.
Ha raccontato di aver conosciuto l’artigiano recandosi nella sua bottega con i suoi allievi per un’intervista nell’ambito di un progetto che riguardava le tradizioni e i mestieri. Partendo dal Pitrè ha parlato dell’importanza dell’opera dei pupi per il popolo siciliano che seguiva le gesta dei paladini per più di un anno e del coinvolgimento degli appassionati che s’identificavano con i propri eroi.
Ha spiegato alla platea, che dopo l’avvento del cinema e della televisione dell’opera dei pupi nessuno si interessava più e, che la sua rinascita si deve all’illustre medico Antonino Pasqualino, appassionato studioso e collezionista che insieme ad altri intellettuali quale Renato Guttuso e Umberto Eco, sono stati i massimi promotori del rilancio e della conservazione di questa prestigiosa tradizione.
Amelia Crisantino durante il suo intervento ha letto alcune pagine del libro pubblicato pochi giorni fa dal titolo: “Collezione privata Scritti, persone e libri” del monrealese Salvatore Cangelosi che in alcune pagine racconta dell’amicizia del padre con Enzo Rossi e dei suoi nitidi ricordi di bambino, della bottega dell’artigiano cui era solito condurlo, della passione del padre condivisa con l’amico Rossi per la lettura delle storie dei paladini di Francia e in particolare dei libri scritti da Giusto Lo Dico. A sorpresa, invitato dalla Crisantino, in un fuori programma di grande arricchimento culturale, l’intervento del Cangelosi che ha portato la sua testimonianza e il ricordo personale dell’uomo e dei pupi; l’immagine ancora viva dei pupi appesi senza costumi e armature, l’allusione si riferisce alle “ossature” in legno, che egli paragona alle mummie delle catacombe, e di aver appreso i nomi dei valorosi paladini dalle frequenti conversazioni tra i due amici.
L’eleganza, il volto di un sognatore e il tratto gentile, queste le caratteristiche emerse del ricordo di Enzo Rossi. Con la definizione concorde di “Enzo Rossi artista” e con la proporzione coniata dalla Crisantin - “Antonio Pasqualino sta ai pupi come Enzo Rossi sta all’arte e all’artigiano” sì conclude il loro interessante e partecipato intervento.
La sua compagnia “Brigliadoro” composta dal maestro e figlio d’arte Salvatore Bumbello, dai giovanissimi figli Luciano e Francesco al pianino, e dai nipoti Antonino Guarino e Samuele Bertolino al tamburo ha divertito il pubblico con lo spettacolo dell’opera dei pupi e le farsette comiche di ‘Nofrio e Virticchio.
La sfida tra Orlando e Rinaldo per la bella Angelica, i combattimenti tra cristiani e saraceni il tema di fondo della rappresentazione, la trasposizione dell’eterna sfida tra il bene e il male in un crescendo di duelli e scontri che tanto successo ha riscosso tra il pubblico. Le esilaranti farsette dei personaggi del teatro popolare hanno concluso una serata di grande magia e coinvolgimento.
Un’iniziativa resa possibile grazie al contributo di numerose attività commerciali a riprova che con l’impegno e la buona volontà si può fare molto per la crescita culturale del nostro paese.


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