Studio Radiologico Gargano

Big Bang Theory (2007 - n.c.) - Stagioni 1, 2 e 3

La creatura di Chuck Lorre, quella che è ormai divenuta la serie televisiva di riferimento per l'universo nerd/geek (ovvero gli appassionati di fumetti, videogiochi, giochi di ruolo, cinema e serial tv soprattutto di fantascienza/appassionati di tecnologia) si avvale di un concept di base strepitoso anche se non originalissimo, ovvero il disastro di proporzioni epiche ottenuto avvicinando, oltre la misura di guardia, il mondo e il sistema di valori di alcuni giovani cervelloni studiosi di fisica con quello di una sexy biondina svampita.

La forza di Big Bang Theory, serie americana di punta della CBS, giunta ormai alla quinta stagione, sta proprio nell'effetto dirompente di questo accostamento, oltre che nella bravura sorprendente dei suoi interpreti, capaci di rendere credibile l'assurdo e, in un certo senso, assurdo il credibile. Il fisico sperimentale Leonard (Johnny Galecki) e il fisico teorico Sheldon (Jim Parsons) condividono lo stesso appartamento e le stesse amicizie, visto e considerato che trascorrono gran parte del tempo libero con l'ingegnere aerospaziale Howard (Simon Helberg) e l'astrofisico Rajesh (Kunal Nayyar).

Serial TV

Gentili lettori e lettrici, come già anticipato in un post nella nostra pagina FaceBook, subito dopo le feste questa mia, nostra e VOSTRA rubrica di Cinema si sdoppierà e avrà al suo interno una sezione interamente dedicata alle migliori SERIE TELEVISIVE attualmente in circolazione soprattutto in America. So bene come quello delle serie sia un ambito complesso e per certi versi di difficile classificazione se paragonato a quello cinematografico, ma è una sfida che ho accettato con immenso piacere.

Spero dunque di coinvolgervi, così come è accaduto per i miei articoli cinematografici. Fondamentalmente il taglio delle recensioni non varierà di molto; vi proporrò una sinossi breve e poi alcune considerazioni che riguarderanno la struttura delle serie, le performance degli attori principali e soprattutto la capacità che ogni titolo ha di (man)tenere gli spettatori inchiodati alla sedia. Cercherò di spaziare in lungo e in largo nei diversi generi proposti soprattutto nel mercato americano: dal drama, al thriller, allo sci-fi, alla comedy etc. etc.

L'Alba del Pianeta delle scimmie (2011)

Il film di riferimento di questa ennesima operazione sulla saga delle scimmie intelligenti che governano (o governeranno) il mondo è un osso duro con cui confrontarsi; mi riferisco ovviamente al cult Il Pianeta delle scimmie, diretto negli anni '60 da Franklin J. Schaffner che vanta uno straordinario Charlton Heston. Tra l'altro gli appassionati del film originale erano ancora scottati dal bislacco tentativo di Tim Burton; strano a dirsi visto e considerato che stiamo parlando di uno dei più grandi registi gotici di tutti i tempi.

Eccovi l'incipit del film in breve: Will Rodman (James Franco) è uno scienziato che lavora in una grande società farmaceutica, la Gen-Sys, dove svolge ricerche sulla genetica per sviluppare un virus benigno in grado di ricostituire il tessuto cerebrale danneggiato. L'uomo vuole individuare una cura per l'Alzheimer, malattia da cui è affetto il padre Charles (John Lithgow). La tenacia e la dedizione di Will gli hanno precluso qualunque relazione personale.

Real Steel (2011)

Due grandi nomi del cinema di intrattenimento, vere e proprie miniere di idee (anche se non sempre riuscitissime) come Steven Spielberg e Robert Zemeckis producono questo giocattolone per famiglie tutto cuore e acciaio, affidando la regia a un esperto di commedie (!!) come Shawn Levy e la distribuzione alla Disney. Metteteci anche che la storia si basa su un racconto fantascientifico dell'autore cult Matheson; capirete quindi quanto fosse indecifrabile - almeno nelle sue premesse - il senso di tutta quanta l'operazione.

Eccovi dunque la trama in breve: Charlie Kenton è un ex pugile che è stato costretto a farsi da parte quando il mondo della nobile arte è stato invaso da giganteschi robot d'acciaio. Privo ormai di qualsiasi prospettiva, Charlie è diventato un promotore di incontri di pugilato fra automi e si guadagna a malapena da vivere assemblando robot scadenti e in disuso e organizzando match nei vari ring clandestini da cui spesso esce perdente e indebitato.

Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento (2011)

Studio Ghibli regala al giovane Hiromasa Yonebayashi, già animatore di Spirited Away e ora al suo esordio come regista, l'occasione di prendere in mano il testimone del maestro Miyazaki, che in questa nuova produzione firma solo la sceneggiatura. Yonebayashi ha quindi il compito di mantenere lo spirito dell'operazione sui livelli elevati ai quali siamo ormai abituati, senza per questo scadere in facili citazionismi verso le opere del mentore, e sceglie un soggetto rimasto chiuso nel cassetto per decenni e ispirato ai racconti di The Borrowers dell'autrice inglese Mary Norton.

Eccovi la trama in breve: Sotto il pavimento di una grande casa situata in un rigoglioso giardino alla periferia di Tokyo, vive Arrietty, una minuscola ragazza con i suoi altrettanto minuscoli genitori. Tutto ciò che Arrietty e la sua famiglia possiedono, lo "prendono in prestito" dalle due vecchiette che abitano la casa: la cucina a gas, l'acqua e il cibo, e ancora tavoli, sedie, utensili, o prelibatezze come le zollette di zucchero. Tutto viene preso in piccolissime quantità, così che le padrone di casa non se ne accorgano.

Insidious (2011)

Insidious è una scommessa forte, anzi fortissima e va visto, a prescindere dal giudizio finale, come un chiaro segno di coraggio da parte di un autore che aveva già scritto una pagina (non importantissima ma sicuramente significativa) della new-age horror: stiamo ovviamente parlando di James Wan e del suo SAW. L'azzardo consiste nell'avere scelto un genere - quello dell'horror paranormale e demoniaco - lontano dalle proprie corde (SAW era ultra-realistico) e soprattutto caricandosi inevitabilmente sulle spalle il peso dei modelli di riferimento: soprattutto Gli invasati e Poltergeist.

Eccovi la trama in breve. Josh Lambert (Patrick Wilson) e sua moglie Renai (Rose Byrne) si sono appena trasferiti in una nuova casa insieme ai loro tre figli piccoli. Sin dai primi giorni però qualcosa di strano comincia a turbare la quiete della famiglia: uno sfortunato incidente ad uno dei bambini, voci misteriose e apparizioni inquietanti scombussolano le loro esistenze. Il dramma avviene quando il piccolo Dalton (Ty Simpkins) finisce inspiegabilmente in coma.

Super 8 (2011)

Ero tra quelli che hanno atteso a lungo Super 8, smaniando di sedermi in quella saletta buia, in fremente attesa del raggio blu che (nelle premesse) mi avrebbe riportato indietro nel tempo, a 30 anni fa e a un periodo in cui il Cinema somigliava a uno specchio magico dove proiettare tutti i nostri sogni da adolescenti. A pochi giorni dalla sua visione, rifletto su tale stato d'animo e mi rendo conto di come in fondo ci fosse un "cortocircuito" preliminare nella mia percezione del film. In parole povere mi aspettavo qualcosa che mai e poi sarebbe potuto arrivare: un vero salto indietro nel tempo.

Eccovi la trama in breve. Nell'estate del 1979 un gruppo di amici che vive in una piccola cittadina dell'Ohio assiste a un catastrofico deragliamento di un treno mentre sta girando un film in super 8. Presto il team inizia a sospettare che non si sia trattato di un incidente. Pochi giorni dopo cominciano a verificarsi una serie di misteriose sparizioni e di eventi inspiegabili che hanno luogo nella città, così lo sceriffo si mette alla ricerca di qualcosa che sarà peggiore di quanto ci si possa attendere.

Melancholia (2011)

Dopo il deludente e incomprensibile Antichrist, il regista danese del "dogma" Lars Von Trier stupisce tutti con un'opera solidissima e fortemente poetica. Presentato a Cannes dallo stesso autore come un'opera fantascientifica introspettiva e dalla parte delle donne che di fatto ne dipanano l'intreccio, rivela l'assoluta unicità di Von Trier nell'avere saputo riportare ai giorni nostri la grande lezione di maestri del calibro di Tarkovskij e Bergman. Da loro ha appreso il gusto (e la capacità) di trattare grandi temi senza mai allontanarsi dal microcosmo che è la coscienza umana.

Eccovi la trama in breve. La prima parte intitolata "Justine" (Kirsten Dunst) è incentrata sulla ragazza la cui festa di matrimonio diviene un tormento a causa di una fortissima crisi depressiva. Nell'ambito della festa vengono evidenziati anche la sua pessima situazione familiare e quella lavorativa. Intanto appare come un puntino luminoso e lontano il pianeta Melancholia, che si dirige verso la Terra. La seconda parte, "Claire" (Charlotte Gainsbourg) si concentra maggiormente sulla sorella di Justine.

Paul (2011)

Pur inserendosi a pieno titolo in una tradizione cinematografica ben precisa, questo "Paul" stravolge i canoni del film sull'incontro ravvicinato e ha il grande merito di puntare sulla commedia on the road in cui l'alieno è tanto motore della storia, quanto semplicemente uno dei tanti ingredienti che la rendono viva e spassosissima. In tal modo il citazionismo pur presente (impossibile evitare eco spielberghiane) diviene un escamotage per rendere briosa una pellicola che ha nei suoi interpreti -  reali e digitali - il vero punto di forza.

LA TRAMA. Graeme Willy (Simon Pegg) e Clive Gollings (Nick Frost) sono due fanatici della science-fiction che sognano di raggiungere l'Area 51, base militare top secret ritenuta depositaria di UFO. Per decenni hanno messo da parte i soldi per fare il viaggio della vita, ma non sanno ancora che proprio durante questo viaggio incontreranno una creatura davvero speciale: Paul, extraterrestre sui generis!! Così una vacanza da sogno si trasforma inaspettatamente in un caotico viaggio on the road.

The Fighter (2010)

Il Cinema ha spesso raccontato la boxe. La "nobile arte" si presta magnificamente alla fiction perchè gli uomini che la praticano - dal campione del mondo al ragazzo di periferia che sfoga la sua rabbia sul sacco - diventano automaticamente modelli eroici di sacrificio e sofferenza. Probabilmente si deve alla coppia Avildsen/Stallone con il celeberrimo "Rocky" il punto massimo di successo del genere, ma gli esempi da citare sarebbero davvero infiniti. Uno su tutti: "Alì" di Michael Mann, un capolavoro.

Ora tocca a "The Fighter"; eccovi la trama in breve. Dicky Eklund (Christian Bale) è l'orgoglio dell'intera cittadina - in passato ha combattuto contro Sugar Ray Leonard - ormai caduto in disgrazia per l'uso di droghe. Nel frattempo anche il fratellastro Micky Ward (Mark Wahlberg) è diventato un pugile, la sua carriera è appena agli esordi ed è gestita dalla madre Alice. Nonostante il suo impressionante gancio sinistro, Micky però continua a perdere sul ring. Micky capisce infatti che ha bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia per poter vincere.