Super 8 (2011)

Ero tra quelli che hanno atteso a lungo Super 8, smaniando di sedermi in quella saletta buia, in fremente attesa del raggio blu che (nelle premesse) mi avrebbe riportato indietro nel tempo, a 30 anni fa e a un periodo in cui il Cinema somigliava a uno specchio magico dove proiettare tutti i nostri sogni da adolescenti. A pochi giorni dalla sua visione, rifletto su tale stato d'animo e mi rendo conto di come in fondo ci fosse un "cortocircuito" preliminare nella mia percezione del film. In parole povere mi aspettavo qualcosa che mai e poi sarebbe potuto arrivare: un vero salto indietro nel tempo.

Eccovi la trama in breve. Nell'estate del 1979 un gruppo di amici che vive in una piccola cittadina dell'Ohio assiste a un catastrofico deragliamento di un treno mentre sta girando un film in super 8. Presto il team inizia a sospettare che non si sia trattato di un incidente. Pochi giorni dopo cominciano a verificarsi una serie di misteriose sparizioni e di eventi inspiegabili che hanno luogo nella città, così lo sceriffo si mette alla ricerca di qualcosa che sarà peggiore di quanto ci si possa attendere.

Detto questo, prima di analizzare lacune e difetti di un'opera che è riuscita comunque a generare fortissime aspettative, occorre passare al setaccio quanto di buono ci sia nel film. Infatti, nonostante le mie perplessità, riconosco al film una certa forza; il problema è che tutto ciò che c'è di buono ha una natura fortemente derivativa.

J.J.Abrams non è certo uno sprovveduto, ha enormi capacità tecniche e ha costruito il suo progetto partendo da una fascinazione autentica nei confronti del suo maestro e mentore Spielberg (alla produzione). Di fatto Super 8 - almeno per tutta la prima parte - ci regala l'illusione di potere davvero tornare a fare cinema emozionale proponendo uno sguardo puro e "adolescenziale". Difficile, se non impossibile, evitare di pensare a Goonies, Stand by me e E.T. Impeccabile poi la ricostruzione delle atmosfere anni '70, dove Abrams dà il meglio di sè e si avvicina molto alla perizia che ho riscontrato, non molto tempo fa, in Amabili resti di Peter Jackson. Anche lì il contesto ambientale era funzionale al dipanarsi dell'intreccio e diveniva parte integrante (quasi un'appendice) della psicologia dei personaggi.

La parte citazionista in teoria dovrebbe essere la più debole; invece stranamente resta l'aspetto migliore del film che, purtroppo, quando dovrebbe iniziare a volare con le proprie ali, ineluttabilmente si sfalda. Chi conosce e ha seguito il giovane regista/scrittore anche nelle sue produzioni televisive ne riconosce subito il marchio di fabbrica. Gli elementi classici di Abrams sbucano fuori uno dietro l'altro, ma senza convinzione; allora ecco l'incidente mortale che sta alla base dell'intreccio e il filmato retrò che spiega fin troppo (Lost) ed ecco l'alieno che devasta la cittadina fin troppo simile a quello di Cloverfield (da lui prodotto). Ciò che resta di Super 8 quindi è il retrogusto amaro di un'occasione mancata e una bellissima prima che per un attimo ci ha fatto venire voglia di rispolverare la bicicletta impolverata che soggiace in cantina.

GIUDIZIO: 6,5/10

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Scheda del film:
Titolo originale: Super 8
Lingua originale: inglese
Paese: Stati Uniti
Anno: 2011
Durata: 112 min/colore
Genere: fantascienza, thriller, azione
Regia: J.J. Abrams
Soggetto: J.J. Abrams
Sceneggiatura: J.J. Abrams
Produttore: Steven Spielberg, J.J. Abrams, Bryan Burk
Produttore esecutivo: Guy Riedel
Casa di produzione: Amblin Entertainment, Bad Robot, Paramount Pictures
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Fotografia: Larry Fong
Montaggio: Maryann Brandon, Mary Jo Markey
Effetti speciali: Industrial Light & Magic
Musiche: Michael Giacchino
Scenografia: Martin Whist
Costumi: Ha Nguyen

Interpreti e Personaggi:
Joel Courtney: Joseph Lamb
Elle Fanning: Alice Dainard
Kyle Chandler: Jackson Lamb
Ron Eldard: Louis Dainard
Noah Emmerich: Colonnello Nelec

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