Studio Radiologico Gargano

Monreale, soffia il vento a Cinque Stelle

Chi spera è Santo D’Alcamo che potrebbe subentrare a Giulia Bongiorno a Palazzo Madama

MONREALE, 5 marzo – Quando ieri sera, già a partire da poco dopo le 23, i voti attribuiti al Movimento 5 Stelle necessitavano di una ruspa a causa della mole, il quadro era subito chiaro: i grillini erano i vincitori, anzi i trionfatori di questa tornata elettorale e per gli altri restavano solo le briciole.

Il successo dei pentastellati, perlomeno dalle nostre parti, ha ricordato l’ormai famoso “61-0” del 2001 rifilato dal centrodestra agli avversari, per non dire delle percentuali della Democrazia Cristiana degli anni ’60.
49,6% alla Camera, 47,7 al Senato sono percentuali “bulgare” alle quali non eravamo più abituati. E così, se Mollame fino a ieri era un termine che eravamo abituati a sentire solo in macelleria, ci si passi la battuta, adesso invece (di nome da Francesco) sarà il rappresentante del Collegio di Marsala (dentro il quale Monreale è compresa) al Senato della Repubblica. Così come Giuseppe Chiazzese, farmacista di Corleone, ha sbaragliato tutti, aggiudicandosi il successo nel collegio Monreale.
E poco importa se si tratta di persone per nulla radicate nel territorio e finora poco avvezze al consenso personale, perlomeno a Monreale. I voti (ed a valanga) li hanno raccolti lo stesso. Segno che a passare non è stata tanto la persona quanto l’idea di abbattere un sistema che da tempo mostrava le sue crepe

Per gli altri solo le briciole: batoste sonore per Saverio Romano di Noi con l’Italia, ex ministro e grande catalizzatore di consensi, per Salvo Lo Giudice, cooptato dal Pd in occasione delle Politiche, anche lui travolto dalla pesante debacle dei Dem.
In tutto questo chi forse ha ottenuto il migliore risultato è Santo D’Alcamo che, sfruttando l’exploit della Lega, cui è scattato il seggio al Senato, aspetta con trepidazione l’assegnazione del seggio a Giulia Bongiorno che lo precedeva nella lista del proporzionale: potrebbe essere lui, se dovesse conquistare uno scranno a Palazzo Madama, l’unico rappresentante monrealese in Parlamento.

 

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