Ma pulire che? Facciano un bagno di candeggina anche loro

Riceviamo e pubblichiamo...

Caro direttore,
perdoni il disturbo, ma desidero chiedere ospitalità in merito ad un articolo pubblicato sul suo giornale. In politica ho imparato una regola fondamentale: a decidere sono i cittadini. Chi vince governa, chi perde va all’opposizione, certamente costruttiva.

Ma in entrambi i casi si impone un'altra regola: quella della coerenza, unitamente a quella della verità. Nel corso della riunione Alberto Arcidiacono e Roberto Gambino, recentemente apparentati, hanno dichiarato che intendono "pulire" Monreale dall'operato degli ultimi quattro sindaci.
Comprendo le frasi ad affetto "popolo", gli ardori giovanili e la frenesia della vittoria ad ogni costo. Vista la mia veneranda età anagrafica e politica mi permetto di ricordare il passato, anche recente. Nessuno ha verginità politica. Roberto Gambino è stato vicesindaco di Gullo e ne ha determinato la elezione al secondo turno. Salvo poi litigare e andare via.

Alberto Arcidiacono e' stato per cinque anni e per mia precisa determinazione il fedele presidente del Consiglio di Filippo Di Matteo e ne ha condiviso tutte le decisioni, chiedendone poi formalmente il sostegno al ballottaggio di cinque anni fa.
Nella indicata compagine pre elettorale delle liste di Arcidiacono vi sono uomini che hanno amministrato con Capizzi. Ricordo Nicola Taibi, che peraltro e' stato mio assessore su indicazione di Filippo Di Matteo. Il fratello di Silvio Russo è stato autorevole assessore di Capizzi. Così come altri eletti e indicati assessori.
Credo che anche il giovane Intravaia abbia al suo attivo esperienze nella giunta Di Matteo. Per non tacere di uomini in lista con Gambino che sono stati in consiglio comunale con Capizzi. Credo che in giunta vi sia anche il noto e apprezzato professionista Giuseppe La Fiura che ha redatto, da assessore, il piano di rientro con Filippo Di Matteo.
Potrei continuare per altre dieci righe. Ma credo che agli elettori monrealesi che tra pochi giorni decideranno il futuro della nostra città, sia doveroso dire la verità senza confusione, trasformismi e bugie. Il voto va chiesto con la propria storia politica e personale e assumendosi anche la responsabilità di scelte passate. A meno che non siano pronti a farsi un bagno di candeggina loro prima di pretendere di pulire gli altri con i quali hanno condiviso scelte di appartenenza e militanza politica e di governo. Senza rinnegare o dimenticare.

* candidato sindaco di Forza Italia ed ex sindaco di Monreale

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