L’analfabeta che sapeva contare

analfabeta

Di Jonas Jonasson

Siete stanchi, sfiduciati, il mondo non vi capisce più e soprattutto voi non capite il mondo? Anelate ad un’evasione, almeno mentale, dalla routine e dai problemi che puntualmente si presentano al vostro cospetto anche quando pensate che ormai tutto è risolto e appianato?

Bene, non perdete tempo con pensieri funesti, ma procuratevi un libro di Jonas Jonasson e leggetelo al più presto. Sicuramente un libro non è la panacea di tutti i mali, ma quando si riesce a sorridere la vita cambia prospettiva e la nostra disposizione mentale rinvigorita dall’allegria, sopporta meglio tutto.

“L’analfabeta che sapeva contare” è il secondo romanzo di questo fecondo autore svedese.

La storia è piena di personaggi eccentrici che fanno da contrasto a personaggi “normali”, molti dei quali sono realmente vissuti nella nostra storia recente e che l’autore immagina in situazioni improbabili ma che alla luce dello svolgersi della realtà storica, che si snoda sotto i nostri distratti occhi, potrebbero, perché no, essere autentiche.

L’analfabeta in questione è una bambina nera, sudafricana di nome Nombeko, nata alla fine degli anni sessanta nella baraccopoli di Soweto (sobborgo di Johannesburg). Nelson Mandela era ancora lontanissimo dal premio Nobel, la segregazione razziale, fondamento politico economico e sociale del Sud Africa, era così radicata e ovvia nella vita dei sudafricani bianchi, che anche i nostri connazionali più razzisti avrebbero sfigurato al confronto.

Nombeko però è dotata di un’intelligenza senza pari, “ sa contare”, conosce istintivamente il valore dei numeri, è dotata di una grande curiosità, vuole sapere, conoscere, e dal momento in cui imparerà a leggere nulla fermerà più la sua sete di conoscenza. La bambina cresce, diventa un’adolescente, un’adulta, andrà incontro a vicende costellate di equivoci, nelle quali si destreggerà con grande abilità, diplomazia, acume, fino a diventare una donna importante, una moglie e madre dalla vita piena e appagata.

Il principale inizio temporale della storia è il 14 giugno 2007, quando il Re e il Primo Ministro della Svezia scompaiono durante il ricevimento ufficiale in onore del segretario del partito comunista cinese. Si diffonde la voce che si tratti di problemi di salute, ma la verità è ben diversa e molto più complicata ed inaspettata di quello che sembra.

A questo punto iniziano vari flashback che ripercorrono la vita dei personaggi che affiancano la vita “dell’analfabeta”, il tutto descritto mettendo in evidenza il lato grottesco di alcuni caratteri, e lo svolgersi di fatti effettivamente accaduti, ma reinterpretati dall’autore secondo una logica disarmante ed estremamente esilarante.

Caterina Puleo

L’analfabeta che sapeva contare
di Jonas Jonasson

Editore: Bompiani

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