Le piene di grazia

Di Carmen Totaro

Carmen Totaro non aveva mai scritto un romanzo prima di questo col quale ha vinto il premio Calvino. Non è un risultato da poco! In realtà il suo libro è scritto in una prosa apparentemente scarna e anonima e narra una storia analoga a troppe altre che tutti i giorni, da sempre, sentiamo al telegiornale o conosciamo per sentito dire. Innegabilmente, però, non c’è l’effetto-assuefazione.

E’ un libro che non si riesce a smettere di leggere e, se siete abituati a leggere prima di addormentarvi, vi farà perdere molte ore di sonno. Non è certamente una letteratura consolatoria, dove, alla fine, il bene trionfa. Non vi è alcun compiacimento nella narrazione di fatti scabrosi, o di particolari raccapriccianti.

Gelo

Di Maurizio De Giovanni

Fa freddo a Napoli. Molto freddo. E, come accade sempre nelle città del sud, le case, i negozi, gli edifici pubblici, i tram, i mezzi di trasporto non sono attrezzati per far sopportare la morsa del gelo. Due ragazzi, fratello e sorella, vengono assassinati barbaramente, con inaudita violenza nell’appartamento messo loro a disposizione da un ricco luminare della facoltà di Medicina, padre del collega, nonché grande amico del ragazzo assassinato.

L’appartamento è davvero malridotto e non c’è campo per i cellulari. Non funziona il citofono e, per aprire, bisogna scendere nell’androne. Esso si trova, per caso, a due passi dal commissariato di Pizzofalcone, i cui dipendenti sono malvisti da tutta la polizia della città per un fattaccio del passato commesso da altri che rende difficile il loro riscatto morale.

Argento vivo

Di Marco Malvaldi

Stavolta non siamo al Bar Lume. L’intreccio è più fitto, la trama più brillante, i personaggi molto diversi l’uno dall’altro e le loro vite molto eterogenee.

La casa di uno scrittore molto noto viene svaligiata, ma ciò che fa scaturire lo snodarsi delle vicende è il fatto singolare che è stato rubato anche il computer in cui lo scrittore, imprudentemente, ha depositato l’unica copia del suo ultimo romanzo che è in fase di consegna e che la casa editrice rivendica immediatamente, perché si è esposta riguardo alla sua presentazione preceduta ad arte da un ben congegnato battage pubblicitario.

Viva la vida

Di Pino Cacucci

Questo libro di sole 77 pagine è un monologo di Frida Kahlo, la più grande pittrice messicana di tutti i tempi. Intenso, poetico, crudo, malinconico, ma anche straripante di voglia di vita e di passione “Ho sempre preso la vita a morsi”. Frida Kahlo è un’ icona della volontà disperata di non farsi travolgere dalle disgrazie, ma del volere andare avanti, a tutti i costi.

Frida nasce con la spina bifida e dei quattro fratelli è quella più ribelle. Da ragazza, a 18 anni, ha un bruttissimo incidente su un autobus, all’uscita da scuola, che le strazia il corpo e anche l’anima: “ Ho vissuto da sepolta ancora in vita, prigioniera di un corpo che agognava la morte e si aggrappava alla vita”.

Titoli di Coda

titoli di coda

Di Petros Markaris

Cosa collega il suicidio di un imprenditore, la morte di un faccendiere ufficialmente disoccupato, ma in effetti molto occupato, in strane mediazioni d’affari, di due imprenditori agricoli e un direttore di una prestigiosa scuola privata?

Alla polizia arrivano le rivendicazioni de “I Greci degli Anni Cinquanta”, ma il commissario Charitos stenta a credere che si tratti di una banda di agguerriti e rancorosi ultraottantenni che nell'infuocata estate del 2014 non ammazzano loro coetanei, ma uomini dai trenta ai cinquant'anni nel pieno delle loro forze; ad infittire il mistero sono anche le armi dei delitti: vecchie pistole Smith & Wesson, (pezzi da museo) usate un tempo sia dalle forze governative di destra appoggiate dagli angloamericani, sia dai partigiani di sinistra nella guerra civile che insanguinò il Paese fra il 1945 e il 1950.

Stelle, atomi e velieri

Stelle atomi e velieri

Di Lucio Russo

Avvincente ed entusiasmante è la lettura (ma forse è più appropriato dire “lo studio”) di questo saggio sulla storia della scienza. L’Autore, dopo una breve carrellata sul ruolo della scienza dalla preistoria a oggi, si dedica alla sistemazione storica dei grandi problemi affrontati dall’umanità: forma e dimensioni della Terra, moti dei gravi e gravitazione, cartografia, moti della Terra, natura delle stelle, elettromagnetismo, chimica, evoluzione, relatività del moto, neuroscienze.

Alla fine, Russo ci fornisce una breve storia dei concetti di Matematica e Fisica. Non si tratta, dunque, di una storia generale della scienza in ordine cronologico, impresa che spesso risulta sterile e dispersiva per la vastità ed eterogeneità degli ambiti e dei concetti. Qui l’Autore incita e incoraggia la curiosità del lettore, perché riassume rigorosamente l’ordine dei problemi affrontati all’interno di ciascuno degli ambiti sopra elencati.

L’altro capo del filo

AltroCapoFilo

Di Andrea Camilleri

Se c’è uno scrittore italiano che non ha alcun bisogno di pubblicità, o di presentazioni, questi è Andrea Camilleri. E dunque, non è per pubblicizzarlo, o per invogliare qualcuno a leggere questo suo centesimo libro, ma è autenticamente il desiderio di condividere con altri il piacere di una lettura intrigante, che fa dimenticare gli impegni, i fastidi, o le incombenze della vita quotidiana.

Si comincia con lo scontrarsi col problema emergente degli sbarchi notturni di immigrati, con cadenza quotidiana. Il nucleo di polizia addetto al controllo degli sbarchi, da solo, non ce la fa e la squadra di Montalbano dà una mano per far sì che lo sbarco sia ordinato, senza incidenti e senza fughe, affinché tutti gli immigrati siano accompagnati al centro d’accoglienza.

Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai

Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai

Di Roberto Vacca

Penso che capiti a tutti di invidiare i “grandi vecchi”, cioè quelle persone molto avanti nell’età che mantengono una straordinaria giovinezza interiore. Roberto Vacca lo abbiamo conosciuto per il suo “Medioevo prossimo venturo” ed anche per i suoi saggi divulgativi “Anche tu matematico” e “Anche tu fisico”.

Egli ricerca, divulga, si innamora di ciò che scopre e lo condivide, malgrado i suoi 88 anni. Perciò, quando ho visto in edicola questo saggio, sono stata subito attratta dalla prospettiva di carpire il segreto dell’eterna giovinezza.

Ma l’Autore dichiara da subito, in quarta di copertina: “Il segreto dell’eterna giovinezza esiste. Si chiama curiosità”. Strana parola che nella tradizione popolare è additata addirittura come peccato. Lo fa perfino Dante che mette i curiosi all’Inferno, primo fra tutti Ulisse.

Parti in fretta e non tornare

Parti in fretta e non tornare

Di Fred Vargas

Nell’era della tecnologia più avanzata, del “touch screen”, social network, telecomandi e internet ecc…l’incontro con un “banditore” che declama le notizie e annunci con voce modulata e stentorea in una piazza, mi lascia a dir poco disorientata, incerta sulla comprensione di quanto letto all’inizio del romanzo; allora torno indietro, rileggo, ed è vero sto leggendo di un banditore in una piazza in pieno centro di Parigi.

Joss Le Guern, bretone, ex pescatore, dal carattere schivo e molto ombroso, disoccupato, dopo aver disceso tutti i gradini della disperazione, ha riesumato la professione di banditore del quartiere di Montparnasse all’incrocio Edgar Quinet - Delambre, ed è proprio in questa piazza che inizia a dipanarsi una vicenda dagli aspetti a dir poco oscuri, infatti nella cassetta che il banditore appende la notte ad un albero, oltre ai vari messaggi e annunci che gli abitanti del quartiere vogliono diffondere, vengono depositate incomprensibili missive scritte in una lingua antica in cui a volte anche l’ortografia è desueta.

Luis Roldán né vivo né morto

Luis Roldán né vivo né morto

Di Manuel Vázquez Montalbán,

“ Luis Roldán né vivo né morto ” è un romanzo dello scrittore spagnolo pubblicato la prima volta a puntate nel 1994 sul quotidiano El País. Si ispira alle reali vicende giudiziarie di Luis Roldán Ibáñez, ex direttore generale della Guardia Civil dal 1986 al 1993, all'epoca ricercato per una lunga serie di reati e successivamente arrestato e condannato a 28 anni di carcere nel 1998.

Quindi argomento molto succoso in tempi di politica e malaffare. Ma non crediate che il romanzo sia un noioso e moralistico excursus sulla decadenza della modernità, poiché diversamente dagli altri gialli di Montalban lo snodarsi della vicenda e l’esposizione dei fatti sono la quintessenza della satira, dell’improbabilità dei luoghi, e della quasi metafisicità dei tanti personaggi.