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L’uomo che dipingeva il silenzio

Di Georgina Harding

Tinu, nato sordo e muto, è figlio illegittimo di Paraschiva, cuoca di casa dei Valeanu. Egli cresce in quella grande casa di campagna, vicina a Poiana, in Romania, appena prima dell’ultima guerra, confortato dall’amicizia spontanea, brillante e generosa di Safta, compagna di giochi che sa apprezzare il suo mutismo e percepisce la ricchezza interiore dell’amico che si esprime attraverso il disegno.

Disegno che la padrona di casa cerca di mettere a frutto per trovare lavoro a Tinu: lo conduce presso il monastero più prestigioso della Romania, dove i monaci sono dediti a fabbricare icone. Tinu avverte, però, in una notte tempestosa, il terrore per gli abiti neri dei monaci e per il buio del monastero.

La giostra degli scambi

Di Andrea Camilleri

Non occorre puntualizzare che l’impianto del giallo è perfetto e che come in un mosaico le tessere vanno a inserirsi perfettamente ciascuna, con precisione, al proprio posto. Qui si parla di Camilleri e dunque sappiamo che ogni cosa, personaggio, luogo, battuta, evento, è pensata, equilibrata, credibile e seducente. La novità, forse, è la tenerezza per il proprio e altrui invecchiamento avvertito dal commissario più amato d’Italia, il quale, a un certo punto, pensa a Livia con le sue prime rughe intorno agli occhi e ai suoi primi capelli bianchi, spinto a questo pensiero dall’atteggiamento dubitativo che egli assume rispetto alle proprie deduzioni.

L’uomo che veniva da Messina

Di Silvana La Spina

Stupendo viaggio nel 400 che ci riguarda, il libro di Silvana La Spina ci fa appassionare della pittura che scava nell’anima. A Messina nel 1479 il grande Maestro sta morendo e un prete, che rimane anonimo per tutto il romanzo, gli impartisce l’estrema unzione, mentre Antonello morente ripercorre la sua vita, narrandola a mastro Colantonio di cui è stato allievo in vita.

Ci immergiamo in una città vivace, centro di commercio con tutto il Mediterraneo, attraverso il suo porto attivissimo. Ripercorriamo l’infanzia del pittore, molto legato al nonno e sempre osteggiato dal padre, commerciante che non comprende e non condivide l’importanza dell’arte e della pittura. Infanzia di povertà e di gioco, sostenuta dalla figura rasserenante del nonno.

Palermo lattificata

Di Carlo De Belli

Avere tra le mani un gioiello fa sempre trepidare ed emozionare. Ma leggere questo libro ci sospende e ci isola dal mondo in una goduria molto simile a quella di chi consuma un cibo prelibato dopo anni di desiderio e di astinenza. Si tratta di un testo tratto da Internet e stampato nel 1865 dalla tipografia Baglione di Torino.

Ma, ovviamente, esso ha subito un lavoro amorevole di editing per la correzione dei refusi, per l’adeguamento alle attuali regole ortografiche e un cambiamento di stile tipografico per renderne agevole la lettura anche al lettore del 2017.Carlo De Belli, autore, nonché voce narrante del racconto, arriva a Palermo da Casalecchio, in Emilia, per motivi di salute. Il viaggio è già un tormento e la descrizione umoristica delle difficoltà e delle sofferenze a esso connesse ha la funzione di riportarci all’epoca storica in cui si svolgono i fatti: quella subito dopo l’unità d’Italia.

Io prima di te

Di Jojo Moyes

Una ragazza della provincia inglese, Louisa Clark, vive in una cittadina turistica. Non si è mai spostata dal suo paesello, non eccelle negli studi e lavora da anni in un bar. Ma arriva la crisi, il bar chiude e lei perde il lavoro. Cerca un nuovo lavoro e lo trova: dovrà fare da badante al tetraplegico Will Traynor. Louisa non sa nulla di tetraplegia ed è impaurita dal suo nuovo ruolo.

Affronta un colloquio con la madre di Will, donna ricca e aristocratica, di professione magistrato, che, a sorpresa, la assume. Gli inizi sono disastrosi, perché Will fa di tutto per rendersi odioso, ma Louisa ha bisogno di soldi, per la sua famiglia e non può lasciare il lavoro. Finalmente, avviene un colloquio a muso duro fra Will e Louisa e fra i due si instaurano le condizioni per una reciproca tolleranza.

Lo strano caso dell’apprendista libraia

Di Deborah Meyler

New York, città magica dove ogni sogno può diventare realtà. Esme ha ventitre anni, è incinta e cerca lavoro. Sulla vetrina della piccola libreria “La Civetta” vede il cartello “Cercasi Libraia”. Scatta dunque la magia che le consente di risolvere nell’immediato il suo problema del bisogno di lavoro, a parte il fatto che lei non ha idea del lavoro in libreria.

Ma è quello che ha sempre sognato e ad aiutarla ci sono i colleghi che diventano subito suoi amici e le insegnano il difficile mestiere di indovinare il bisogno di lettura dei clienti: il Mago di Oz può aggiustare una giornata cominciata male; Il giovane Holden consente di cambiare punto di vista e Shakespeare ha sempre la parola giusta per tutti.

Il resto della settimana

Di Maurizio De Giovanni

Che siate tifosi o no, che siate interessati alle sorti di una squadra di calcio o no, che siate attenti o no agli eventi che ruotano attorno al mondo del calcio, se vi volete bene, regalatevi la lettura di questa meraviglia in cui De Giovanni supera se stesso.

Conosciamo già la splendida prosa dei suoi gialli, in cui il giallo è l’occasione per farci vivere la passione per una Napoli trascendente, dell’era fascista o di epoca contemporanea, l’occasione per indagare sull’animo umano in cui ci riconosciamo, perché ce n’è per tutti.

In questo romanzo, molto meglio di come abbia mai fatto qualunque sociologo, De Giovanni ci porta “in mezzo” al tifo napoletano: quello “storico”, ossia dei tempi di LUI, il mai nominato Maradona e quello più recente.

La ruga del cretino

Di Andrea Vitali e Massimo Picozzi

CStavolta non è solo lo splendore della provincia, la ricchezza di un contesto limitato nello spazio e variegato nella composizione a farci andare avanti nella lettura, senza poter smettere. Stavolta, oltre all’umorismo, alla simpatia, all’affetto con cui Vitali ci snocciola i suoi personaggi e le loro storie, offrendoli al nostro incanto e alla nostra solidarietà incondizionata, c’è la tensione del giallo.

Infatti, a Lezzeno, poco sopra Bellano, c’è Birce, la terza figlia di una coppia di poveri coniugi, a servizio presso il prevosto, che ha qualche difetto mentale, o almeno delle stranezze del comportamento. Talvolta si assenta misteriosamente, entrando in una specie di trance.

Le piene di grazia

Di Carmen Totaro

Carmen Totaro non aveva mai scritto un romanzo prima di questo col quale ha vinto il premio Calvino. Non è un risultato da poco! In realtà il suo libro è scritto in una prosa apparentemente scarna e anonima e narra una storia analoga a troppe altre che tutti i giorni, da sempre, sentiamo al telegiornale o conosciamo per sentito dire. Innegabilmente, però, non c’è l’effetto-assuefazione.

E’ un libro che non si riesce a smettere di leggere e, se siete abituati a leggere prima di addormentarvi, vi farà perdere molte ore di sonno. Non è certamente una letteratura consolatoria, dove, alla fine, il bene trionfa. Non vi è alcun compiacimento nella narrazione di fatti scabrosi, o di particolari raccapriccianti.

Gelo

Di Maurizio De Giovanni

Fa freddo a Napoli. Molto freddo. E, come accade sempre nelle città del sud, le case, i negozi, gli edifici pubblici, i tram, i mezzi di trasporto non sono attrezzati per far sopportare la morsa del gelo. Due ragazzi, fratello e sorella, vengono assassinati barbaramente, con inaudita violenza nell’appartamento messo loro a disposizione da un ricco luminare della facoltà di Medicina, padre del collega, nonché grande amico del ragazzo assassinato.

L’appartamento è davvero malridotto e non c’è campo per i cellulari. Non funziona il citofono e, per aprire, bisogna scendere nell’androne. Esso si trova, per caso, a due passi dal commissariato di Pizzofalcone, i cui dipendenti sono malvisti da tutta la polizia della città per un fattaccio del passato commesso da altri che rende difficile il loro riscatto morale.