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La Passione di Artemisia

La Passione di Artemisia

Di Susan Vreeland

“La passione di Artemisia” è un romanzo che racconta la vita di Artemisia Gentileschi, come donna e come pittrice. La sua storia, è presentata come un dramma d’amore, di passione e di odio irrefrenabile. È la storia della vita di una donna che infranse le regole del suo tempo per difendere la propria libertà.

Artemisia dipinse sin da bambina: apprese dal padre a mescolare i pigmenti e comporre i colori, i segreti giochi della luce, l’anatomia dei corpi, la magia delle prospettive. In seguito per lei la pittura divenne un mezzo per allontanarsi dalla dura realtà e vivere appieno in un altro mondo, con maggiore intensità rispetto agli altri.

È il 1612. Artemisia insieme a suo padre, Orazio Gentileschi, si reca all’udienza di un processo. Il padre ha denunciato al tribunale dell’Inquisizione di Roma l’amico pittore Agostino Tassi perché egli ha violentato la figlia.

Quattro sberle benedette

quattro sberle benedette

Di Andrea Vitali

Tre lettere anonime, scritte in versi apparentemente indecifrabili, dal linguaggio criptico e allusivo, vengono recapitate ad altrettanti rappresentanti dell’arma dei Carabinieri di Bellano. I riferimenti che contengono sono però tali da rendere inequivocabile l’identità dell’inusitato frequentatore della casa di tolleranza di Lecco.

Si tratta di soggetto da proteggere, perché, se si sapesse in giro della sua recente “debolezza”, tutta la comunità bellanese e il senso stesso del dovere, del pudore, delle istituzioni e della gerarchia andrebbe a farsi friggere.

Nel frattempo, il maresciallo Maccadò sta per avere un figlio, che lui vuole maschio a tutti i costi, mentre in tanti si improvvisano indovini, pronosticando esiti contrastanti sul sesso del nascituro e provocando nel maresciallo notti insonni e tormenti ben lontani dall’attesa gioiosa cui avrebbe diritto.

Quel che una pianta sa

Quel che una pianta sa

Di Daniel Chamovitz

Attenti alle piante! Dopo aver letto questo libro, non solo confermeremo in noi il dovere di rispettare queste creature tanto utili e belle, ma ne avremo quasi timore e ce ne sentiremo giudicati.

Procediamo per esempi. Il Maryland Mammoth, pianta di tabacco gigante, coltivata nel Maryland già dal 1700, è dotato di fotoperiodismo, ossia, esposto a lunghe giornate estive continua a produrre foglie, mentre, esposto artificialmente a giornate più brevi, produce fiori. Dunque, le piante misurano la quantità della luce che captano. Molte di esse fioriscono solo se il giorno è corto e vengono dette “brevidiurne”, altre solo se è lungo e vengono dette “longidiurne”.

Esperimenti relativamente semplici hanno mostrato che le piante non misurano la lunghezza del giorno, bensì quella della notte. Illuminando in piena notte qualunque pianta con lampi di luce rossa, si altera il momento della fioritura. L’uso della luce verde o blu non agisce sulla fioritura, ma una luce blu anche molto fioca dice alla pianta verso quale direzione deve crescere.

Il posto di ognuno

il posto di ognuno

Di Maurizio De Giovanni

Fa caldo. Le strade, i vicoli, i negozi, i bar, i bassi di Napoli sono oppressi da un caldo asfissiante che logora la ragione, stravolge l’intelligenza e assedia l’autocontrollo, il senso della misura, il rispetto di sé.

Una dama dell’alta società viene trovata uccisa nella sua camera con un colpo di pistola in fronte. La donna è bellissima e nel fiore degli anni. Faceva l’infermiera della duchessa Musso di Camparino che poi morì e lei ne prese il posto nel letto del duca che la sposò.

L’illusione dell’amore dura un soffio seguita da anni di indifferenza e di astio. Odiata dal figliastro e disprezzata dal marito immobilizzato a letto dall’età, la sua dirompente vitalità la porta a frequentare la migliore società di Napoli e ad essere stella di prima grandezza dell’aristocrazia napoletana degli anni trenta.

L’amore ai tempi del colera

amore ai tempi del colera

Di Gabriel Garcia Marquez

“L’amore ai tempi del colera” è una delle più belle storie d’amore mai raccontate; Márquez è stato in grado di dar vita a un libro passionale ed appassionato, in grado di farti tenere il fiato dalla prima all’ultima riga, un’alchimia perfetta di magia, tropici infuocati, colori del suo Caribe, odori nauseabondi, profumi, dolore, ma soprattutto speranza e vita contro le quali nulla possono malattia o vecchiaia.

Si snoda attraverso mezzo secolo di attesa e di tormento, attraverso il dispiegarsi delle vite fittamente intrecciate dei tre protagonisti, Florentino Ariza, Fermina Daza e Juvenal Urbino.

La figlia del podestà

la figlia del podesta

Di Andrea Vitali

Di nuovo a Bellano, cioè a casa nostra, per godere degli episodi, delle chiacchiere, delle illusioni, dei raggiri di un’Italia neghittosa e innocente, furbetta, ma bambina, sbirciata attraverso le vicissitudini di una comunità piccola, variegata e intrigante, resa irresistibile dalla penna dell’Autore.

In piena era fascista, la titolare della merceria del paese riceve la visita di una cliente inattesa, che vuole comprare un articolo inusitato: la giovane figlia del podestà, Renata Meccia, fino a ieri una bambina, chiede un paio di mutandine di cotone, rifinite di pizzo.

Ce n’è d’avanzo per mettere in fibrillazione la fantasia (assai scarsa!) della titolare dell’esercizio e far scattare il suo “senso di responsabilità” (in realtà, morbosa curiosità e acidissima invidia!) nei confronti della famiglia più in vista del paese: si tratta pur sempre della figlia del podestà.

La condanna del sangue

La condanna del sangue

Di Maurizio De Giovanni

Chi va dalla cartomante magari non è un intellettuale abituato ad affrontare i problemi guidato dalla ragione, ma è certamente una persona con gravi problemi personali, o familiari, o anche “solo” psicologici.

Perciò, nell’indagare sull’omicidio di Carmela Calise, cartomante del rione Sanità di Napoli, necessariamente Ricciardi si imbatte in un’umanità dolente, disperata, o accecata dalle passioni, o dettata dal bisogno impellente di denaro, o spinta dalla solitudine, o, come si capirà alla risoluzione del giallo, dalla condanna del sangue, cioè dall’eredità culturale e biologica ricevuta dai genitori.

Va detto che la vittima è anche usuraia in un quartiere di poveri che vivono di espedienti, perciò sono davvero molti gli indiziati e molte, di conseguenza, le storie in cui ci si imbatte prima di arrestare il colpevole.

Palermo - Memoria di una capitale

Palermo

Di Francesco Paolo Campione

Primavera del 1863. Un viaggiatore giunge a Palermo per studiare i tesori d’arte di quella che, fino a pochi anni prima, era stata una delle capitali del Regno borbonico. Qui vuole ritrovare la chiave per comprendere molti aspetti dell’arte passata e presente.

Ad accompagnarlo alla scoperta delle meraviglie di una cultura ancora sostanzialmente viva è il signor G., archeologo, studioso “di cose d’arte”, collezionista, buona forchetta e soprattutto incarnazione singolare dell’anima siciliana, anzi palermitana. Sotto la guida dotta e arguta di questo novello Virgilio, l’ospite scopre non solo chiese, palazzi, dipinti e sculture, ma anche i personaggi di un’epoca, i modi di vivere, di pensare e il cibo di questi luoghi. Ma quale città avrebbe trovato un viaggiatore approdato al porto della Cala 150 anni fa?

La collina delle farfalle

La collina delle farfalle

Di Barbara Kingsolver

Cambiamenti climatici? E chi se ne frega! Il problema ci incalza sempre più da vicino e tutti conosciamo le tragiche conseguenze dello scioglimento delle calotte polari, dello sconvolgimento delle correnti marine, del cambiamento dei biomi, dell’immissione sconsiderata dei gas serra nell’atmosfera.

Eppure le nostre abitudini quotidiane, come l’abuso dell’auto, della lavatrice, dei condizionatori, dei diserbanti, dei pesticidi, non sono minimamente scalfite da questa consapevolezza. C’è poi la malafede delle multinazionali che pagano i media per farci dubitare della correlazione esistente fra i gas serra e i cambiamenti climatici che abbiamo sotto gli occhi.

C’è l’asservimento dei media, ma anche delle agenzie di cultura e di formazione agli interessi delle multinazionali. C’è, anche più spesso, la superficialità del non voler fare 2 + 2.

Il senso del dolore

il senso del dolore

Di Maurizio De Giovanni

Cavalleria rusticana e Pagliacci sono due opere che vengono rappresentate nei teatri lirici generalmente nella stessa serata, perché brevi e perché entrambe incentrate sul dramma della gelosia.

Il libro ha anche il pregio di farci rivivere i momenti più alti di questi due capolavori del melodramma italiano da due punti di vista entrambi originali e intriganti: quello del parroco, don Pierino, appassionato melomane, che, giovandosi del favore dell’amico custode dell’ingresso ai giardini del San Carlo di Napoli, gode della rappresentazione da un’intercapedine alta fra le quinte e la scena e quella del commissario Ricciardi, estraneo al mondo della lirica, che, per condurre l’indagine sull’omicidio del tenore, è costretto ad addentrarsi in un mondo che lo affascina.