Il posto di ognuno

il posto di ognuno

Di Maurizio De Giovanni

Fa caldo. Le strade, i vicoli, i negozi, i bar, i bassi di Napoli sono oppressi da un caldo asfissiante che logora la ragione, stravolge l’intelligenza e assedia l’autocontrollo, il senso della misura, il rispetto di sé.

Una dama dell’alta società viene trovata uccisa nella sua camera con un colpo di pistola in fronte. La donna è bellissima e nel fiore degli anni. Faceva l’infermiera della duchessa Musso di Camparino che poi morì e lei ne prese il posto nel letto del duca che la sposò.

L’illusione dell’amore dura un soffio seguita da anni di indifferenza e di astio. Odiata dal figliastro e disprezzata dal marito immobilizzato a letto dall’età, la sua dirompente vitalità la porta a frequentare la migliore società di Napoli e ad essere stella di prima grandezza dell’aristocrazia napoletana degli anni trenta.

In tanti potrebbero averla uccisa: dal figliastro che non ha mai nascosto di odiarla, all’amante “ufficiale”, avvocato Capece che ha recentemente tradito allegramente incapricciandosi di un rampollo emergente dell’alta società, alla moglie dell’amante ufficiale, al figlio di costui, alla governante che non mostra alcun segno di tristezza per la sua morte.

Ma come al solito, teniamo alta l’attenzione non sulla ricerca del colpevole, ma sui sentimenti dei personaggi, sulle loro tragedie, sul loro vissuto che condividiamo fino a soffrirne, perché ogni pensiero, ogni proposito, ogni sospetto, ogni frustrazione, ogni tormento lo abbiamo vissuto o conosciuto almeno una volta nella vita. Si parla dunque di noi, di ciò che non ci piace raccontare, ma lo si fa senza esacerbare il lettore, con rispetto e sagacia, con umorismo e ironia.

Si divaga apparentemente attraverso le vicende personali di Ricciardi, oggetto delle attenzioni di Livia e di Enrica, due mondi, due amori, due personalità entrambe forti, entrambe misteriose. Si entra nella vita privata del brigadiere Maione, nella crisi del suo matrimonio e nel suo superamento; si entra nell’amore omosessuale e nelle tragedie che ne conseguono in piena era fascista; ci si imbatte nelle squadracce e nelle loro bravate.

Si viene, insomma, rapiti dalla magistrale capacità di raccontare, tenendoci sul filo del rasoio per l’eterogeneità delle trame e per la pluralità dei punti di vista della narrazione e, quando tutto sembra risolto, si rimane abbagliati dalla lama di luce emanata da una frase della predica di don Pierino per la festa del quartiere che fa scattare nel nostro commissario l’intuizione rivelatrice.

Da non perdere, nello stesso libro, l”Incontro con Bambinella”, dialogo personale dell’Autore con il travestito che collabora con la polizia che ci fa partecipi del suo dramma e sferza le nostre sciocche certezze.

Rosa La Rosa

Il posto di ognuno
di Maurizio De Giovanni

Editore: Fandango Libri

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