L’amore ai tempi del colera

amore ai tempi del colera

Di Gabriel Garcia Marquez

“L’amore ai tempi del colera” è una delle più belle storie d’amore mai raccontate; Márquez è stato in grado di dar vita a un libro passionale ed appassionato, in grado di farti tenere il fiato dalla prima all’ultima riga, un’alchimia perfetta di magia, tropici infuocati, colori del suo Caribe, odori nauseabondi, profumi, dolore, ma soprattutto speranza e vita contro le quali nulla possono malattia o vecchiaia.

Si snoda attraverso mezzo secolo di attesa e di tormento, attraverso il dispiegarsi delle vite fittamente intrecciate dei tre protagonisti, Florentino Ariza, Fermina Daza e Juvenal Urbino.

È un triangolo del quale essi sono consapevoli, legati da quel sentimento amoroso che è, in realtà, il vero protagonista del romanzo: a partire dall’amore irreale tra due ragazzi ancora molto giovani quali Fermina e Florentino, che sboccia all’ombra di lettere d’amore e notturne innocenti serenate col violino, e l’amore fisico, terreno, quasi inerme di quando sono ormai anziani; nel mezzo c’è tutta la vita di Florentino con le sue 622 donne appuntate su di un taccuino e quella di Fermina, riempita da un solo uomo, il dottor Juvenal Urbino, inizialmente sposato per comodità e interesse economico.

Ed è proprio nello sfaccettarsi dell’amore, che la prosa diventa viva nelle sapienti mani di Márquez, che ci mostra la strada di lettura del romanzo: si provano compassione ed empatia per il povero Florentino, rifiutato gelidamente dopo anni di corteggiamento epistolare e di strazianti attese; mentre è indisponente l’atteggiamento di Fermina, che rifiuta un uomo che la venera senza curarsi troppo dei suoi sentimenti, sposandone un altro.

Eppure l’amore si manifesta in entrambe le relazioni: nel matrimonio quasi imposto dal dovere e dal decoro, (esso si sostituirà al tedio del susseguirsi inevitabile dei giorni, creato dall’abitudine fatta di gesti ripetuti e rassicuranti), e soprattutto si manifesterà nello stoicismo di Florentino che, spinto da esso, diventa il presidente della Compagnia Fluviale dei Caraibi solo per lei, per esserne degno. Nel frattempo, non si fa mancare centinaia di donne, mentre la aspetta…ma quando, nelle ultime pagine, lui le dice: Mi sono conservato vergine per te, non sta mentendo, perché tutte le donne che, in maniera fugace e straziante, passavano come fantasmi nella sua vita, non erano altro che riempitivi per colmare il vuoto della sua assenza e lui vergine, se non nella carne, lo è davvero nell’anima.

L’amore descritto da Márquez è ambientato ed effettivamente vissuto ai tempi del colera; è sicuramente una notazione temporale poiché siamo in un paese dei Caraibi nel XIX secolo, in una zona in cui la malattia è endemica da decenni. Il narratore nel corso del romanzo, fa un accostamento tematico fra l’amore e il colera: è lo stesso Florentino a dire che l’amore ha gli stessi sintomi del colera quasi come se si propagasse come una malattia contagiosa, portando chi ne è colpito a stati d’animo febbrili e a compiere azioni che da sano non farebbe e considererebbe insensate.

Come il colera, l’amore sconvolge a tal punto la vita da modificarne per sempre il corso e gli obiettivi, è fisico, evidente, brutale e non solo: il dottor Juvenal Urbino, dà inizio alla sua brillante carriera di medico adottando innovative tecniche per arginare una delle epidemie che imperversavano al tempo nella città in cui tutto il romanzo sarà ambientato e conosce Fermina Daza proprio perché chiamato al suo capezzale per un sospetto colera.

L’amore descritto da Márquez in quest’opera non è mai maturo, compiuto, totalizzante: è prima un acerbo sentimento giovanile e in seguito, nell’ultima parte del libro, un affetto senile, quasi braccato dall’ala della morte. Fra questi due poli, posti ai due capi della narrazione, si svolge la vita dei due protagonisti, vissuta secondo percorsi molto diversi, l’uno lontano dall’altra, sempre nell’incompletezza. Il tutto viene descritto con lo stile unico di Marquez: egli riesce quasi a far percepire gli odori, i gusti, le passioni miste alla calura dei tropici e al sudore dello sforzo nell’afa pomeridiana, la musica, il sentimento e l’emozione.

La grandezza di Márquez sta anche nel riuscire a tenere viva l’attenzione per tante pagine e mezzo secolo di storia attraverso un enorme flashback centrale, che narra l’inizio della relazione tra Fermina e Florentino, incastonato in due ali di presente che aprono e terminano il libro, così che possiamo viverne gli eventi come se guardassimo in un ricordo offuscato dal tempo.

È una storia d’amore, di coraggio, di speranza e di attesa: un’attesa lunga “53 anni, 9 mesi e 11 giorni notti comprese”, che viene esaudita, all’ultimo, solo per la volontà ardente di un uomo che non ha mai smesso di combattere per l’unica cosa al mondo che avesse un significato, l’amore della sua “dea incoronata”.

Caterina Puleo

L’amore ai tempi del colera
di Gabriel Garcia Marquez

Editore: Oscar Mondadori

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