La briscola in cinque

la briscola in 5

Di Marco Malvaldi

Benedetta provincia! E provvidenziale dialetto!

Alla fine della lettura di questo godibilissimo giallo, si rimane grati alla vita di provincia che, con la sua ricchezza e con la protervia con cui si abbarbica alle abitudini, funziona da contrasto all’omologazione del consumismo, specie di quello turistico che in Italia ha devastato il tessuto umano fatto di parchi da gioco per bambini, di panchine per gli anziani e di ombrelloni e pasta al forno in disco-pub e rastrelliere per i motori.

Da un cassonetto vicino al Bar Lume, situato a Pineta, cittadina immaginaria in provincia di Livorno, emerge la testa di una ragazza morta ammazzata.

A condurre le indagini è ufficialmente il “dottor commissario” Fusco, ma in realtà il vero detective è Massimo, titolare del bar, frequentato dai pensionati stacanovisti della briscola in cinque. All’inizio, gli indiziati sono due, ma a uno manca il movente e l’altro ha un ottimo alibi.

Sarà Massimo a intuire come sono realmente andate le cose, ma lo farà coadiuvato e intralciato al tempo stesso dalle chiacchiere, dalle critiche, dai racconti, dalle liti e dalle bischerate dei suoi amici vecchietti pensionati che passano al setaccio del senso comune le sue osservazioni che si spingono fino al teorema di Goedel, per precipitare, poi, su un’interiezione in toscanaccio. Lettura interessante, divertente e rilassante.

Rosa La Rosa

La briscola in cinque
di Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

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