In fondo al tuo cuore

In fondo al tuo cuore

Di Maurizio De Giovanni

Libro che si apre sulla descrizione del caldo, quello vero. Noi ne sappiamo qualcosa e conosciamo l’esasperazione degli stati d’animo provocata dal caldo. Il disagio diventa depressione, senso di impotenza, mancanza di fiducia in se stessi; il fastidio diventa ostilità e, alla lunga, odio verso chi ce lo procura; l’ottundimento della razionalità ci porta a scelte sbagliate o ad atteggiamenti inconsapevoli che in momenti di maggiore lucidità rinnegheremmo e condanneremmo.

In questa prospettiva si apre il sipario su una Napoli impietosamente assolata. Cade dalla finestra un medico molto famoso, rinomato e rispettato, indagando sul quale si scopre che tradisce la moglie, che ha tradito più di un amico e che occupa abusivamente la sua cattedra all’università. La vicenda si sposta indietro nel tempo, a quando due ragazzini si stendevano sulle gomene del porto a guardare i piroscafi che partivano per l’America e sognavano di partire giurandosi eterno amore.

Anche questo amore verrà tradito, perché, crescendo, uno dei due avrà altre esigenze e altre aspettative dalla vita. Maione, il brigadiere fidato e paterno nei confronti del commissario Ricciardi, si sente tradito dalla moglie e rimane sconvolto da una scoperta che potrebbe rovinargli la vita. Ricciardi, a sua volta, incapace di lasciarsi andare all’amore, viene abbandonato da Enrica che va a cercare un proprio equilibrio in un’isola vicina ed è a un passo dal tradire il primo amore e Livia decide di tornare a cantare e lo fa con una canzone fra le più belle della tradizione italiana, oltre che napoletana, ma è tradita, perché Ricciardi è altrove.

Ricciardi è tradito dalla vita, perché si ammala e muore Rosa, la tata che gli ha fatto da madre, da quando, bambino, ha perso la sua mamma, la baronessa Marta. Insomma, il romanzo del tradimento ci conduce in una Napoli ricchissima di cultura e tradizioni, attraverso mestieri non più praticati, in locali modesti, poco illuminati, ma vissuti da maestri artigiani capaci di tutto.

Entriamo addirittura nella sala del pianoforte dei maestri compositori della canzone “Passione”, scritta nel 1934 da Libero Bovio e musicata da Tagliaferri e Valente. I nomi, nel romanzo, sono cambiati, ma l’atmosfera è quella: in ambito borghese, artisti di grande talento che hanno fatto un’epoca gloriosa della musica italiana e, nei bassi dei vicoli, artigiani prestigiosi i cui manufatti ci lasciano sbalorditi. L’inferno di Napoli è troppo intrigante per non rimanerne incantati.

Rosa La Rosa

In fondo al tuo cuore
di Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

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