Maruzza Musumeci

di Andrea Camilleri

Quando iniziai la lettura del romanzo, intuii subito che questo libro era la rivisitazione di un mito, che Camilleri tratta con la delicatezza e il sorriso di uno scrittore siciliano profondamente innamorato della sua terra.

Il mito è reso reale, incarnato in un’umanità solare agreste e marina nell’autentico senso di questi aggettivi. L’uomo si lega al mito e di esso gode per tutta la vita ed anche oltre. Forse Maruzza è una sirena, ma il suo uomo, Gnazio, non cerca la verità sulla sua identità, le sue stranezze non sono che un vezzo da assecondare.

Del resto lei è una moglie e madre dolce e affettuosa, lavoratrice instancabile, la sua bellezza è solenne, antica ed eterna.

Gnazio vive felice con la sua Maruzza, la campagna , il sole e il mare lì vicino. Vivono immersi nel vero protagonista del romanzo: un paesaggio autenticamente siciliano, mitico anch’esso, irrinunciabile come l’ulivo davanti alla casa sotto il quale Gnazio ama vivere, e un giorno morire.

La narrazione si snoda nello spazio di una generazione fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale.

Quando Maruzza e Gnazio non ci sono più e neanche la loro casa, è rimasto il paesaggio, il profumo della terra e del mare, e una voce ammaliante che, come il canto delle sirene, accompagna nel sonno eterno un ignaro soldato americano colpito a morte.

Maruzza Musumeci
di Andrea Camilleri

Sellerio Editore Palermo
ISBN 8838922489

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