Le idi di Marzo

le idi di marzo

Di Colleen Mc Cullough

“Purché si rimanga aderenti alla verità storica, e se l’autore o l’autrice riescono a dominare la tentazione di sovrapporre gli atteggiamenti, l’etica, la morale e gli ideali della propria modernità al periodo e ai suoi personaggi, il romanzo è un modo eccellente di esplorare un’epoca diversa.”

Questa frase dell’Autrice riassume i principi ispiratori del suo narrare e spiega anche la curiosità e la passione che il romanzo riesce a infondere anche nel lettore inesperto di storia romana e di storia in generale. Non sono un’appassionata di storia romana, eppure ho trovato emozionante, coinvolgente e “breve” questo libro di 900 pagine che al lettore non consente pause.

Si rimane affascinati non solo dalla competenza e dal rigore storico, ma soprattutto dalla “conoscenza personale” dei personaggi, dei loro pensieri, del loro camminare, della loro voce, del loro temperamento. Si diventa partecipi della vita pubblica e privata di Giulio Cesare (che non si può non amare!). Si diventa cittadini della tarda repubblica che inesorabilmente sta per trasformarsi in impero e ci si avvale delle unità di misura, delle monete, delle leggi e dei regolamenti dell’età di Cesare.

Si è obbligati, dalla curiosità che l’Autrice sa far esplodere, a consultare l’atlante storico e verificare i nomi dei luoghi, il corso dei fiumi, i nomi dei monti. Si considera spontaneamente quanto la civiltà occidentale attuale abbia ereditato dai sistemi di giustizia, governo e commercio di Roma repubblicana, ma anche quanti uomini straordinari si siano conosciuti reciprocamente in un periodo così breve: Mario, Silla, Pompeo Magno, Catone uticense, Cicerone, Bruto, Cassio, Marco Antonio e Caio Ottavio che diventerà poi Cesare imperatore e poi Augusto. Alla civiltà egiziana si guarda con deferenza, specie alla scienza medica.

Il medico di Cleopatra diventa da subito il medico di Cesare e si dimostra molto esperto. Cleopatra non è mitizzata: la regina ha a cuore le sorti dell’Egitto, ma non mostra grande acume politico ed è condizionata dall’integralismo religioso che Cesare, genio arguto, rispetta, ma non condivide. Le fasi-chiave del passaggio dalla repubblica all’impero, ossia la nomina di Cesare a dittatore perpetuo, la congiura contro di lui, le liste di proscrizione, la guerra civile, vengono vissute dal lettore con un effetto-presenza che la fonte storica non può dare, ma che è sostanza pregiata del romanzo.

Si rimane incantati dalla descrizione di episodi meno noti della storia, ma pur sempre storici, primo fra tutti la marcia di Catone verso la Provincia Africana: si partecipa della bellezza dei luoghi e si desidera di essere lì con Catone a condividere la sua coerenza. Altro episodio sconcertante: la fine della testa di Bruto, in fondo all’Adriatico in tempesta. Originale e rispettosa del vero storico la descrizione della battaglia di Filippi che vede un Ottaviano imboscato nelle paludi, mentre Marco Antonio combatte a viso aperto contro i “Liberatori”, ossia gli assassini di Cesare.

Rimarranno delusi i lettori fedeli alla ricostruzione letteraria di William Shakespeare che si aspettano frasi storiche fatali da Giulio Cesare morente, o l’elogio funebre di Marco Antonio. Le fonti storiche non parlano di frasi celebri, né di discorsi funebri. Leggere “Le Idi di marzo” sarà un’esperienza importante della vita e ci confermerà che non c’è miglior romanzo della Storia.

Rosa La Rosa

 

Le idi di Marzo
di Colleen Mc Cullough

Editore: Mondadori

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