In viaggio con la zia

In viaggio con la zia

Di Graham Greene

Ci sono dei libri che possiamo paragonare al buon vino poiché invecchiando migliorano, si gustano appieno, se ne apprezza il profumo, si colgono alcune caratteristiche insospettabili. Questo è il caso di uno degli ultimi romanzi scritti da Graham Greene nel lontano 1969. In un’intervista egli stesso affermava”… il periodo assurdo che stiamo vivendo non può essere descritto che in termini di commedia…... ( niente di nuovo quindi, sotto il sole o la nebbia…). Ecco la storia. Un direttore di banca Henry Pulling, collocato d’ufficio in pensione appena cinquantenne (tutto ciò accadeva in tutto il mondo occidentale fino a pochi mesi fa e nessuno se ne scandalizzava), è un tipico “homo britannicus” con tutti i pregi e i difetti e i luoghi comuni della specie.

Egli conduce la sua vita nella più tipica casa dei sobborghi londinesi in assoluta solitudine, la sua unica attività è la coltivazione delle dalie, delle quali conosce pressoché tutto. Il giorno del funerale di sua madre incontra per la prima volta la vecchia zia materna scomparsa da lunghissimo tempo: Augusta Bertram, ex bella donna la quale nonostante i settantacinque anni, scatena una serie di eventi e situazioni imprevedibili e trascina il metodico nipote Henry in una serie di incredibili avventure, viaggi e amori.

Droga, sesso, strani traffici, si mescolano a candide allusioni ad una vita trascorsa all’insegna di incontri amorosi più o meno leciti, ed al palesarsi di un segreto che rappresenta il fondamento di una vita fino a quel momento appassita, ma che alla fine, poco per volta rifiorisce.

Sulla scena compaiono di volta in volta vecchie signore, ragazzine “hippy” avventurieri italiani “fin de siecle”, tutori dell’ordine di varie nazionalità, agenti CIA, Interpol . Da Londra a Brighton, a Parigi, a Istanbul, l’implacabile vecchietta persegue interessi diversi che spaziano neanche a dirlo anche nell’illecito e nello spionaggio.

L’avventura si conclude in Paraguay dove la zia finalmente può ricominciare una vita lungamente sognata. Henry Pulling, al quale nuovi appaganti orizzonti si sono aperti, si stabilisce insieme a lei nella stessa villa, e si unisce legittimamente ad una sedicenne. L’ironico e grottesco buon senso privo di fantasia ed intelligenza, cede il passo all’assoluta spregiudicatezza di questa anziana donna, che subito ci è simpatica e non riusciamo a vederla colpevole.

Del resto, il ruolo di Greene in tutti i suoi romanzi, è quello di “suscitare nel lettore simpatia verso quegli esseri che ufficialmente non ne hanno diritto”,(così citava in un’intervista lo stesso), ma che proprio per questo sono fondamentalmente umani. Il viaggio, per quanto ironico, divertente, imprevedibile, è un’occasione, una finestra che improvvisamente si spalanca su un’introspezione, un’autocritica, che altrimenti mai e poi mai il rispettabilissimo protagonista avrebbe compiuto; la sua scialba vita sarebbe continuata e poi finita nell’anonimato polveroso di una casetta londinese nella quale l’unico colore era quello dei fiori del suo giardinetto.

Dal romanzo è stato tratto un gradevole film nel quale gli attori recitano magistralmente le parti, ma è meglio leggere prima il libro, in modo da dare noi stessi un volto, una voce, ai personaggi per poi confrontare le impressioni e le emozioni suscitate.

Caterina Puleo

 

In viaggio con la zia
di Graham Greene

Editore: Mondadori

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