Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

Di Luis Sepulveda

Sud america, suoni della foresta Amazzonica ecuadoriana, fruscio degli alberi, sommessi richiami animali, e lontano il suono di un flauto andino esegue una melodia dolce e rassicurante. Ecco lo scenario di uno dei più famosi libri di Luis Sepulveda, un luogo che gli è particolarmente caro, nel quale ha vissuto, partecipando a una spedizione dell'UNESCO dedicata allo studio dell'impatto della civiltà sugli Indios Shuar.

Per sette mesi Sepulveda vive in Amazzonia, tale esperienza è alla base del capolavoro, "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore". Protagonista del romanzo è Antonio José Bolívar Proaño, un vecchio che vive a El Idilio, un luogo dal nome pieno di promesse, ma che in realtà è l’unico posto dove Antonio José ha vissuto una breve ed intensa stagione di serenità e d’amore con la moglie ormai defunta.

Il vecchio è l’unico in paese che possa dare la caccia al “tigrillo” un feroce felino che sta uccidendo gli uomini del circondario. Il racconto ci riporta al passato del vecchio, di come è diventato un esperto della foresta, e ci dà la ragione per la quale egli legge i romanzi d’amore: il matrimonio, l’attesa di una gravidanza, le maldicenze del paese, la fuga alla ricerca di una serenità che i due trovano nella foresta, la vita con gli Shuar, gli indios che gli insegnano a vivere con la foresta e con i quali rimane per molto tempo.

Poi la solitudine e la scoperta di saper leggere e quindi la lettura dei romanzi d’amore come balsamo alle ferite causate anche dagli stessi suoi errori. Antonio José Bolívar è un uomo come tanti altri, che ha vissuto, amato e sbagliato, ha fatto tesoro del suo patrimonio di esperienze, ed è tramite questa conoscenza che egli continua a vivere nel suo grande piccolo mondo di El Idilio.

Fin quando arriva una barca con un morto che secondo il giusto e accurato esame del vecchio è stato ucciso da un “tigrillo”. L’animale non è altro che un grosso felino femmina. Femmina pericolosissima: lunga due metri, magra, superba, bella, orgogliosa, vendicativa, intelligente e furba, resa pazza di dolore perché un cacciatore le ha sterminato i cuccioli.

L’odore degli uomini per lei rappresenta il male, la morte che deve sconfiggere per permettere alla sua specie di sopravvivere. Tra i personaggi principali figura anche il sindaco del piccolo centro, che con la sua ottusità e cattiveria riesce solo a creare una grande confusione, è pavido, testardo, superficiale e sciocco. E’ l'unica persona che accomuna gli abitanti di El Idilio con l'occidente.

Accompagna Antonio Bolívar con altre persone alla caccia del “tigrillo”, ma alla fine con una scusa lo abbandona nella foresta sperando che muoia. Il duello, descritto nelle pagine finali del libro porta il vecchio, che si sente più dalla parte dell’animale che dei coloni, ad uccidere a malincuore la feroce belva. Profondamente pentito dal gesto da lui stesso compiuto, Antonio ritorna alla sua capanna e riprende la lettura dei romanzi d’amore che “hanno parole così belle che a volte fanno dimenticare le barbarie umane." Questa è la storia di uno dei tanti incontri tra l’uomo e la natura, ma soprattutto è un canto d'amore dedicato all'ultimo luogo in cui la terra preservava, una volta, intatta la sua verginità.

Caterina Puleo

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore
di Luis Sepulveda

Editore: Guanda

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