Ancora furti d’acqua nella condotta Dammusi: un 48enne arrestato in flagranza di reato

Capizzi: “Faremo intervenire anche l’esercito per mettere fine a questa situazione”

SAN GIUSEPPE JATO, 26 luglio – Un uomo di 48 anni di San Giuseppe Jato, è stato arrestato ieri a Grisì perché sorpreso in flagranza di reato mentre rubava l’acqua destinata a Grisì. Ad eseguire l’intervento in contrada Bammarito sono stati nei giorni scorsi i carabinieri della stazione jatina, sotto la supervisione del Comando della compagnia di Monreale.

Durante i controlli è emerso che l’uomo, incensurato, aveva realizzato un allaccio abusivo alla condotta pubblica che rifornisce la frazione monrealese di Grisì. Per garantire l’acqua alla sua villetta e annaffiare l’orto circostante l’uomo utilizzava 800 metri di tubo di polietilene nascosto sotto terra. Durante i controlli dei militari è emerso anche che non era mai stato stipulato nessun contratto né esistevano contatori per i consumi. Ieri mattina il Gip ha convalidato l’arresto ed il quarantottenne, che ha patteggiato sei mesi di reclusione, è stato rimesso in libertà.

Si tratta del quinto arresto in meno di due settimane eseguito nelle campagne monrealesi che circondano San Giuseppe Jato. Il 15 luglio i carabinieri del luogo avevano scoperto altri quattro furti d’acqua ai danni della condotta idrica di «Dammusi». I controlli erano scattati in seguito all’emergenza idrica che ha interessato la frazione di Grisì, dove si registrano difficoltà a garantire l’approvvigionamento idrico. Secondo tecnici ed inquirenti circa un terzo dell’acqua dei 16 chilometri della linea diretta alla frazione monrealese sarebbe oggetto di furti. Di qui i controlli che stanno confermando i sospetti.

E sempre per garantire l’approvvigionamento a Grisì, il sindaco di Monreale, Pietro Capizzi, lo scorso 6 luglio, ha firmato un’ordinanza che limita ad un solo giorno a settimana l’erogazione dell’acqua nelle contrade Bommarito, Dammusi e Signora. Dove però è scoppiata la protesta dei residenti e dei villeggianti: «Veniamo trattati come cittadini di serie C», fa notare Girolamo Anselmo. L’ordinanza sindacale prevede, infatti, che l’erogazione avvenga solo il venerdì. Di qui la decisione di mettere i lucchetti alla cabina che ospita tutti i 32 contatori di zona. Un solo giorno a settimana per riceve dell’acqua che però non arriva. «Sono due settimane – protesta Anselmo – che in contrada Dammusi non viene erogata una sola goccia d’acqua».

A spiegare la difficoltà è il sindaco di Monreale, Piero Capizzi: «Il problema è sempre legato agli allacci abusivi. Quando venerdì scorso abbiamo aperto i contatori – racconta il primo cittadino – non c’era più una sola goccia d’acqua. La portata passa, infatti, da 2,5 litri al secondo a zero. Il problema è serio, per questo abbiamo deciso di chiedere l’intervento dell’esercito, che interverrà con gli uomini del Genio Militare, così come emerso da un recente vertice che si è svolto in prefettura. In quasi quarant’anni in cui è in funzione la condotta ai nessuno, al di là delle belle parole, ha agito concretamente contro i furti d’acqua e di risultati di questi giorni, grazie al valido ausilio dell’Arma dei carabinieri, confermano quello che noi paventavamo. I nostri controlli proseguiranno in maniera serrata ed impiegheremo per questo tutte le nostre risorse utili per metter fine ad un fenomeno che asseta la frazione di Grisì e costituisce un grave affronto alla legalità nel territorio».

 

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