La cultura? È scomparsa da Monreale

L’ex sindaco Salvino Caputo non le manda a dire: “Siamo al nulla culturale”

MONREALE, 1 settembre – “Fa un certo effetto vedere in giro per Monreale le locandine della mostra delle reliquie di Padre Pio quando tutti sanno che gli organizzatori in fretta e furia sono andati via armi e bagagli, convinti di emettere migliaia di biglietti, nella consapevolezza di potere contare sul richiamo mediatico, dal punto di vista culturale della cittadina normanna e sul riconoscimento Unesco”.

L’intervento, uno dei tanti di questo periodo, è quello dell’ex sindaco Salvino Caputo, che pone l’attenzione su quello che definisce “il nulla culturale” di questa estate, fatta eccezione epr iniziative organizzate dai commercianti o dai privati. Nella sua disamina Caputo elenca una seria di presunte manchevolezze dell’attuale amministrazione in un settore, quello dell’organizzazione di eventi che in questo momento segna decisamente il passo.
“È innegabile – dice Caputo – che sono scomparsi i grandi eventi e le manifestazioni di richiamo internazionale. La Rassrgna internazionale di Musica Sacra è stata fortemente ridimensionata, spostata anche in sedi diverse dal Duomo e l’amministrazione è stata esclusa dalle attività organizzative tranne la concessione del patrocinio sui manifesti. L’ unica manifestazione rimasta è il festival organistico di San Martino delle Scale, ma questo senza merito è ruolo dell’amministrazione. È innegabile che il patrimonio culturale si è immiserito, per mancanza di iniziative e di impegno programmatico dell’amministrazione. Le uniche iniziative, certamente lodevoli sono quelle organizzate da privati al Circolo Italia o quelle all'interno dell’ex Ospedale Santa Caterina, rectius, Casa della Cultura. Nulla da eccepire, per carità, tutto è bello e interessante, ma certamente non siamo ai livelli culturali pari alla storia della nostra città. I grandi eventi al Duomo di Monreale sono un invidiabile ricordo. I grandi concerti di piazza sono diventati una nostalgia.

Vero è che il comune vive tempi di magra, ma la cultura non sempre necessita di soldi. Con una adeguata attenzione, fantasia e programmazione le nostre piazze e i nostri invidiati monumenti avrebbero potuto in tutte le stagioni dell'anno ospitare grandi eventi con un ritorno culturale e commerciale notevole. Non necessariamente servono soldi. Vi sono società che volentieri organizzerebbero eventi nei saloni del prestigioso complesso. I teatri palermitani con le loro orchestre, come avvenuto in passato, avrebbero promosso eventi musicali di richiamo. In un periodo in cui mediaticamente promuoviamo rifiuti e costruiamo luoghi di raccolta potremmo bilanciare con manifestazioni culturali e turistici. Invece anche questa estate verrà ricordata per il nulla culturale, salvo le coraggiose iniziative dei nostri commercianti”.

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