Il sì al nuovo cimitero di Pioppo: quali le conseguenze sugli equilibri politici?

Le frizioni sono state bypartisan: tanto nella maggioranza, che nell’opposizione

MONREALE, 10 febbraio – La vicenda relativa alla variante al piano regolatore, necessaria per la realizzazione del nuovo cimitero di Pioppo, che ieri ha registrato il sì da parte del Consiglio comunale, ha tutta l’aria di avere surriscaldato non poco il clima politico monrealese.

I numeri del voto (12 favorevoli, 8 contrari e 2 astenuti) hanno confermato il clima di incertezza che regnava sulla questione, evidenziando la presenza di crepe tanto fra i rappresentanti della maggioranza, che dell’opposizione. Tutto questo – non crediamo ci sia bisogno della sfera di cristallo – è molto probabile che possa portare delle conseguenze che – ne siamo convinti – non tarderanno ad arrivare. A cominciare dalla maggioranza, dove il gruppo del Mosaico ha detto apertamente no, perlomeno per tre quarti della sua rappresentanza consiliare. Ignazio Davì, infatti, nella sua veste di consigliere ed assessore, ha preferito astenersi. Una scelta che il gruppo si è affrettato a far sapere come “condivisa”, tenuto conto della posizione assessoriale occupata dallo stesso Davì. La scelta del Mosaico, però, ha reso, vieppiù, di tutta evidenza come ci si trovi di fronte ad una verifica di maggioranza e come non sia più rinviabile un confronto chiaro fra, appunto, il Mosaico e le forze che sostengono l’azione del sindaco Alberto Arcidiacono.

Ed era stato lo stesso primo cittadino a presentare l’atto all’assise municipale in avvio di seduta, ringraziando la precedente amministrazione per averlo avviato, ma non lasciandosi sfuggire l’occasione per sottolineare come lo stesso fosse “nato in un modo e poi migliorato”. Un modo apparso strategico per affondare la lama sul suo predecessore, che il provvedimento lo aveva portato in aula al termine del suo mandato, senza riuscire però a condurlo in porto. Arcidiacono, che aveva parlato di riduzione dei prezzi dei loculi e di clausole che vincolavano la libertà, forse per pararsi il colpo in caso di insuccesso, aveva ribadito come l’atto non appartenesse al suo programma elettorale. In pratica lasciando alla “maturità” del Consiglio comunale la facoltà di decidere.
E proprio su questa questione è intervenuto Piero Capizzi, che, sentendosi chiamato in causa, ha tessuto le lodi del provvedimento (peraltro sviluppatosi sotto la sua sindacatura), ribadendone la pubblica utilità e soprattutto cercando di “stanare” Arcidiacono, invitandolo a prendere apertamente posizione sulla materia. Capizzi, che si è detto stupito di come il Pd sostenesse la delibera, dal momento che era contrario quando lui era sindaco, ha poi scelto di astenersi, in sede di votazione.

Nelle fila dell’opposizione le defaillances si erano registrate prima che la seduta cominciasse. Mimmo Vittorino aveva dato forfait all’ultimo momento, perché in attesa dell’esito del tampone. Giuseppe La Corte, invece, si era chiamato fuori per un conflitto di interesse, che non ha ulteriormente specificato in aula prima di abbandonarla. Ma a marcare un solco più vistoso tra sé ed il gruppo di Forza Italia del quale non fa parte, pur essendo stata eletta proprio nella lista forzista, ci ha pensato Antonella Giuliano, che, a differenza della posizione del gruppo consiliare azzurro, ha scelto la strada del sì, mettendo forse il punto esclamativo sul disco verde del provvedimento. Anche in questo caso non sono da escludere conseguenze interne al partito che verosimilmente saranno discusse al chiuso delle stanze forziste, ma che presto diverranno più chiare.

 

Di Fulco - Macelleria
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