Raccolta differenziata, occorre la collaborazione di tutti

Allestiti due centri di raccolta e le postazioni mobili

MONREALE, 14 luglio – Partiamo da una considerazione: togliere i cassonetti dalle strade non è stata una scelta, è stato un obbligo. Rimuoverli dalle abituali postazioni non è ciò che ha prodotto la fantasia di quel “buontempone” dell'assessore Cangemi o di quello “schiffarato” di Fabio Adimino. È ciò che ha stabilito il governo della Regione, guidato dal presidente Musumeci.

Un'ordinanza, la 4rif-2018” del 7 giugno scorso, che, ovviamente, non vale solo per Monreale, ma per tutti i centri dell'Isola ed è finalizzata a ridurre le quantità di rifiuti da mandare in discarica, spingendo i comuni a raggiungere almeno la soglia del 30% di raccolta differenziata. Anche perchè, come hanno riportato tutti i media in questi giorni, in caso contrario, ogni comune sarà costretto a individuare una ditta alla quale affidare l'appalto per portare i rifiuti all'estero, con conseguente aumento dei costi di smaltimento. Di più: per i sindaci che non si attengono alle severe disposizioni emanate dalla Regione non è previsto un richiamo bonario, è prevista la decadenza dalla carica, con conseguente commissariamento.
Poche righe per capire la perentorietà di un provvedimento del quale i sindaci hanno dovuto prendere atto in breve tempo, predisponendo gli atti conseguenziali a tamburo battente.
Fatta questa doverosa premessa, però, non ci si può girare dall'altra parte di fronte ai disagi evidenti di gran parte della popolazione, che “ex abrupto” è stata costretta a modificare le inveterate abitudini di conferimento, di chi, da un giorno all'altro, portando fuori la spazzatura, è rimasto col sacchetto in mano, senza sapere dove buttarlo.

Lo diciamo serenamente e senza polemica: sarebbe stata necessaria una ben più robusta campagna di informazione preventiva. Non tutti leggono Monreale News, che pure aveva spiegato questa vicenda con largo anticipo, così come hanno fatto le altre testate monrealesi. Non tutti sono avvezzi alle nuove tecnologie. Probabilmente ricorrere al vecchio sistema dei manifesti o dei volantini o fare uso dello speakeraggio ambulante, come nella migliore tradizione dei comizi anni '70, non avrebbe fatto male a nessuno e sarebbe stato molto utile.
Va detto, però, che a questo non ottimale sistema di comunicazione ha fatto seguito, dall'altro canto, un senso civico a volte assai scarso che ha fatto sì che i sacchetti di spazzatura si accatastassero proprio lì, dove prima c'erano i cassonetti e dove adesso c'è il nastro bianco e rosso, con tanto di cartello che ne vorrebbe inibire il deposito.
Insomma, una miscela esplosiva che ha trasformato il territorio in una costellazione di mini-discariche a macchia di leopardo, che non fa onore a nessuno.
Adesso, però, è ora di cambiare pagina: il comune, dal canto suo, ha condotto ( e continuerà a condurre) una campagna di informazione porta a porta, che, seppur tardiva, sta dando i suoi frutti.
Quindi se fino a qualche giorno fa non conoscevamo a sufficienza le nuove modalità di raccolta, adesso la scusa non vale più ed una percentuale sempre più grande di popolazione è al corrente delle nuove disposizioni e quindi dovrebbe adeguarvisi.
Anche perchè, se parlare, lamentarsi e vedere tutto nero è fin troppo facile, sbracciarsi ed agire lo è molto meno. Per ottenere risultati occorre la collaborazione di tutti. Occorre che si vada tutti nella stessa direzione. Senza imprese clamorose, senza atti d'eroismo. Solo regole di educazione civica e tanta buona volontà. Ne va della salubrità del nostro territorio, del decoro delle nostre strade, della salute dei nostri figli. Proviamoci.

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