Raccolta differenziata, forse la strada è quella giusta

MONREALE, 3 agosto – Il cammino è ancora lungo e la strada assai tortuosa. I risultati ufficializzati ieri dall’assessore ai Servizi Ambientali, Giuseppe Cangemi sulle nuove percentuali di raccolta differenziata, devono indurre, però, ad un cauto, ma concreto ottimismo.

Avere raggiunto la percentuale del 22% in pochi giorni (se si considera che le nuove modalità di smaltimento hanno preso il via non più tardi dell’11 luglio) sottolinea il fatto che forse la strada è quella giusta.
D’accordo, diranno in tanti, il 22% è una quota ancora scarsa e lontana da quella soglia minima del 30% individuata dalla Regione per far sì che non ci sia l’obbligo di organizzare la spedizione all’estero della nostra spazzatura e con essa correre il serio rischio di aumentare i costi di smaltimento. Ma per una valutazione più completa va tenuto conto del fatto che la percentuale di partenza era davvero bassa e che in poco più di venti giorni, a meno di avere una bacchetta magica in mano, era francamente difficile attendersi risultati molto più lusinghieri.
Il solco, però, è tracciato, pian piano e passo dopo passo, la comunità andrà uniformandosi alle nuove regole, che certamente porteranno dei benefici in termini di organizzazione, di costi, di risultati e (speriamo), anche in termini di esborso da parte dei cittadini per quel che riguarda la Tari.
I centri di raccolta, ubicati nelle zone esterne di Monreale, per quanto a volte difficili da raggiungere, cominciano a presentare dati già confortanti, con conferimenti significativi di plastica, carta e vetro, come ha fatto sapere ieri l’assessore Cangemi. Paradossalmente, anzi, adesso la situazione sembra meno critica all’esterno, che nel centro abitato monrealese, dove la differenziata è partita già quasi un anno fa e dove si registrano grossi cumuli di spazzatura, anche in luoghi dove fino a qualche tempo fa non ce n’erano, resi invivibili ed inguardabili dalla maleducazione di tanti, purtroppo sempre dura a morire.
Resta il problema dei disagi: nelle zone esterne, quelle delle campagne, sono tanti i cittadini che devono impegnarsi a fondo e con tanti sacrifici per far sì che queste non si trasformino in un immondezzaio. Probabilmente, nei limiti del possibile, il servizio in queste zone andrà opportunamente potenziato. Di certo i comportamenti incivili, oltre che repressi con giustissime multe salate, vanno combattuti con incentivi concreti.
Alla base, però, ci vuole, ancora una volta, la partecipazione di tutti. Godere di un ambiente pulito e vantarsi di appartenere ad una città Unesco passa anche da comportamenti di civiltà e di buona educazione. Ricordiamocelo.

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