Anche Monreale ricorda il giudice Paolo Borsellino

Il sindaco Alberto Arcidiacono: “La “Legalità coltiviamola attraverso le nostre azioni quotidiane”

MONREALE, 19 luglio – “La Legalità coltiviamola attraverso le nostre azioni quotidiane": sono queste le parole pronunciate stamane dal sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono nel corso della cerimonia di commemorazione del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia insieme ai cinque agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La manifestazione voluta dall’amministrazione comunale si è svolta a davanti la sede della ex pretura di Piazza Inghilleri dove il giudice Borsellino, operò nel 1979, come pretore a Monreale a stretto contatto con il capitano dei carabinieri Emanuele Basile, anche lui ucciso dalla mafia. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di alloro. Hanno presenziato il sindaco Alberto Arcidiacono, la vice presidente del Consiglio Comunale Letizia Sardisco, gli assessori Sandro Russo, Daniela Battaglia, Rosanna Giannetto, Nicola Taibi, Geppino Pupella e Ignazio Davì, i consiglieri comunali Fabrizio Lo Verso, Pippo Lo Coco, Flavio Pillitteri, Letizia Sardisco, Rosario Ferreri, il Comandante della Stazione Carabinieri, maresciallo Salvatore Biddeci, il comandante della Polizia Municipale Luigi Marulli, il consulente del sindaco, Salvo Giangreco.

“Ritrovarsi oggi qui dove ha lavorato il giudice Paolo Borsellino – ha dichiarato il sindaco Alberto Arcidiacono – é doveroso da parte delle istituzioni con l’Arma dei Carabinieri accanto, la Polizia municipale la giunta e i consiglieri comunali. Non bisogna mai smettere di ricordare chi ha sacrificato la propria vita, per il dovere e per il rispetto delle regole e per questo bisogna battersi quotidianamente. Occorre lottare anche contro quegli atteggiamenti, quella mentalità e quella voglia di prevaricare gli altri, assumendo comportamenti corretti con dignità e con coraggio che siano ad esempio per tutti e soprattutto per le nuove generazioni”.

 

 

 

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