• Prima pagina
  • Diocesi
  • Curia
  • Fra gli interessi della famiglia Riina c’era pure l’azienda agricola del Santuario di Tagliavia

Fra gli interessi della famiglia Riina c’era pure l’azienda agricola del Santuario di Tagliavia

Il santuario di Tagliavia

Disposta l’amministrazione giudiziaria: Pennisi: “Farà chiarezza sulla gestione passata”

CORLEONE, 19 luglio – Da quello che emerge dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Corleone, che hanno portato al sequestro dei beni appartenenti a Totò Riina ed alla sua famiglia, sarebbe accertata l’ingerenza dello stesso storico capomafia nella gestione dell'azienda agricola dell'ente Santuario Maria Santissima del Rosario di Corleone, che rientra sotto la giurisdizione dell’arcidiocesi di Monreale.

L’interesse di Riina e della famiglia avrebbe preso forma per il tramite di Vincenzo Di Marco, il giardiniere di Riina, e il figlio Francesco. Decisivi per capire la natura della gestione illegale sono stati gli scontri tra il capo mandamento, Leoluca Lo Bue, e Francesco Di Marco, che lo aveva costretto a rivolgersi prima a Giuseppe Salvatore Riina e successivamente alla madre Antonina Bagarella per risolvere una controversia. L’azienda è stata posta sotto amministrazione giudiziaria con lo scopo di "depurarla” dalle infiltrazioni mafiose.

Sulla vicenda è intervenuto con una nota l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi. “In riferimento ai fatti – si legge in una nota ufficiale della diocesi – che oggi hanno visto l’operazione di sequestro dei beni del capo mafia, Salvatore Riina e del suo nucleo familiare imposto dal Tribunale di Palermo, che anche ha sottoposto ad amministrazione giudiziaria l’azienda agricola dell’ente Santuario Maria Santissima del Rosario di Tagliavia, la Diocesi di Monreale si dichiara fiduciosa nell’operato degli inquirenti e disponibile ad una piena collaborazione per fare chiarezza. L’arcivescovo monsignor Michele Pennisi, che attualmente sta guidando il pellegrinaggio diocesano al Santuario della Madonna di Fatima in Portogallo, ha dichiarato: «confido nell’operato dell’amministratore giudiziario, assegnato dal Tribunale di Palermo, certo che il suo lavoro farà chiarezza su fatti gestionali del passato”.

 

 

Sala - Banner piccolo - Altofonte
Alotta-Altofonte
Sicilinfissi

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna