La parrocchia di Santa Teresa ricorda don Ignazio Sgarlata

Una messa apre le iniziative in occasione del 50° anniversario della fondazione della parrocchia. LE FOTO

MONREALE, 8 ottobre – Gremita la chiesa di Santa Teresa ieri, in occasione della messa, celebrata da monsignor Michele Pennisi, nel centenario della nascita del compositore e musicista don Ignazio Sgarlata che ebbe un legame privilegiato con la parrocchia, nata per accogliere i fedeli della Monreale in espansione.

L’evento, concelebrato, fra gli altri, dall’attuale parroco don Innocenzo Bellante, da padre Sebastiano Gaglio, da don Mario Campisi, rientra nelle iniziative per il cinquantesimo anniversario della fondazione della parrocchia e si è aperto con la benedizione del primo dei 14 pannelli in mosaico della Via Crucis, ispirata al maestro Marco Rupnik e realizzati dagli allievi e dai docenti del liceo artistico di Monreale, voluti dalla dirigente scolastica Concetta Giannino. Presenti i seminaristi e il loro nuovo rettore don Giuseppe Ruggirello.
Padre Sebastiano Gaglio ha ricordato il suo maestro, don Sgarlata, e lo speciale legame con la parrocchia di Santa Teresa per cui ha realizzato l’inno. Un uomo che ha lasciato un’eco persistente in chiunque lo abbia conosciuto. Il musicista Sgarlata, nato a Chiusa Sclafani, ha armonizzato il“Salve Regina coelitum”, poi diventato celebre in tutto il mondo, perché scelto come colonna sonora del film “Sister Act”.
Il vescovo Pennisi ha voluto ringraziare il Signore, in apertura di omelia, per il dono dei nuovi 5 seminaristi nell’anno in corso.
“Molti eventi importanti – ha detto Pennisi – ricordiamo oggi: la nascita di monsignore Sgarlata, la fondazione della parrocchia, l’inaugurazione della Via Crucis e il recente pellegrinaggio di una delegazione di parrocchiani presso il Santo Padre. Questa parrocchia è nata in un garage, ma la cosa più importante è l’ecclesia, l’insieme dei fedeli che si riunisce in un luogo. Una parrocchia è una fucina di santità. È chiamata alla collaborazione con le altre parrocchie e all’apertura verso la società, non a considerarsi una comunità di eletti. Mi piace pensare – ha concluso Pennisi – che quando don Sgarlata è arrivato in Paradiso ha incontrato Mozart e altri autori di musica sacra e profana”.

 

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