Studio Radiologico Gargano

Monreale, dopo il crollo si lavora per ripristinare la normalità ad Arco Marano

Partita la relazione dell’Ufficio Tecnico. Capizzi: “Effettueremo un monitoraggio nella zona”

MONREALE, 4 gennaio - Mercoledì sera si è sfiorata la tragedia: i detriti della palazzina crollata ad Arco Marano, l’angusto vicoletto di via Umberto I, sarebbero potuti finire addosso ad una donna incinta ed ai suoi bambini che erano con lei e fare succedere il finimondo. Un pericolo scampato, che, però, volendo guardare il fatto d un’altra angolazione, ha acceso i riflettori sul problema della solidità statica di diversi edifici della zona, che, soprattutto dopo il crollo, non può essere dimenticato.

Assicurato un tetto sotto il quale dormire alla famiglia dirimpettaia della palazzina crollata, composta da una coppia di sposi, due bambini ed il padre del marito (presso il vicino istituto del Boccone del Povero), gli addetti ai lavori, Vigili del fuoco, carabinieri e Polizia Municipale su tutti si sono premurati di mettere tutto in sicurezza, scongiurando la possibilità di ulteriori crolli dell’edificio. Operazione non facile, sia per gli spazi angusti nei quali muoversi, che per il buio dell’ora tarda nella quale si è verificato il crollo.

Ieri, però, sono cominciate le opportune verifiche. Il personale dell’Ufficio tecnico del Comune ha aperto un dossier per verificare l’appartenenza della palazzina, da tempo disabitata (probabile che siano necessarie le visure catastali) e dare avvio, quindi, alle operazioni di sgombero dei detriti per consentire alla famiglia di poter fare ritorno nella propria abitazione.

“E’ stato avviato un serio monitoraggio – afferma il sindaco di Monreale Piero Capizzi – da parte dei tecnici del comune, che, frattanto, hanno dato vita pure all’unità di pronto intervento. Un monitoraggio che, peraltro, l’amministrazione comunale, svolge con regolarità, anche se è di tutta evidenza che è estremamente difficile effettuarlo su un territorio comunale di 540 chilometri quadrati, vasto ed articolato come quello di Monreale. Ed a questo proposito aggiungo che tutte le volte che abbiamo riscontrato situazioni di pericolo e di potenziali crolli e rischi per l’incolumità pubblica, i cittadini hanno sempre collaborato ed ottemperato ai loro obblighi. Anzi, rivolgo un appello ai tutti i cittadini – conclude Capizzi – perché siano vigili nel monitorare i loro immobili e si facciano promotori di iniziative di prevenzione nell’interesse esclusivo della privata e pubblica incolumità. Noi, dal canto nostro, continueremo a fare la nostra parte con i mezzi che abbiamo a disposizione”.

 

Commenti  

#1 Fabio 2018-01-05 10:56
Questa catapecchia abbandonata aspettando che crolli da sola , come altre fra Carmine e Baviera, cosa aspettano che muoia qualcuno per attivarsi? Mah !
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