Quattro anni fa falliva l'autonomia di Pioppo

Per soli 136 voti la frazione non raggiunse il quorum nel referendum

MONREALE, 18 aprile - La prosecuzione del cammino che avrebbe dovuto portare all'autonomia di Pioppo si fermò a soli 136 voti dal traguardo. 136 voti che mancarono ai pioppesi per raggiungere un quorum che avrebbe portato la "secessione" sui banchi dell'Ars.

Ed invece quella domenica 18 aprile di quattro anni fa una giornata tremenda dal punto di vista meteorologico, con la pioggia incessante, la nebbia ed un freddo insolitamente invernale, contribuì a fare in modo che diverse persone non si recassero al seggio indetto per celebrare il referendum consultivo della frazione, facendo stoppare bruscamente un percorso che pareva, invece, già segnato.

Al termine della giornata il proprio voto lo espresse il 47,5%. degli aventi diritto. I "sì" furono la stragrande maggioranza, dal momento che a Pioppo il consenso per staccarsi da Monreale era pressoché unanime. 
Delusi, ovviamente, gli organizzatori, che si aspettavano un'affluenza di maggiore portata alle urne e che per un soffio non fu raggiunta.
"Le cattive condizioni meteorologiche hanno giocato certamente a nostro sfavore – commentò il portavoce del comitato promotore del referendum, Rosario Favitta sulle colonne del Giornale di Sicilia –. Questo risultato comunque deve essere considerato importante dal punto di vista politico, perché ha detto che duemila e seicento abitanti di Pioppo vogliono fortemente l'autonomia. Noi, comunque, proseguiremo la nostra azione, dal momento che l'istituzione di un Comune può avvenire soltanto per legge e faremo sentire la nostra voce presso l'Assemblea regionale siciliana".

"Io, da parte mia ho rispettato la volontà popolare e quella del Consiglio comunale – fu, invece, il commento del sindaco Filippo Di Matteo -. Mi sono adoperato, inoltre, per consentire il regolare svolgimento del referendum". "Questa partecipazione – aggiunse l'allora vicesindaco, Salvino Caputo – ha dimostrato che la stragrande maggioranza dei residenti a Pioppo vuole restare legata a Monreale".

I giorni precedenti, in verità, erano stati caratterizzati da roventi polemiche. La giunta Di Matteo, con una delibera a sorpresa, aveva dato incarico all'avvocato Andrea Terranova di presentare ricorso con carattere d'urgenza. Il legale, per conto del Comune, l'11 aprile aveva presentato istanza al presidente della Regione ed all'assessore alle Autonomie Locali, per sospendere la procedura referendaria, perchè "palesemente anticostituzionale".
Le motivazioni addotte dal Comune si basavano su un presunto vizio procedurale. "La Consultazione referendaria - affermava in quei giorni il sindaco Filippo Di Matteo - esclude dall'espressione di voto tutti gli altri cittadini del Comune di Monreale, che, in questo modo, verrebbero esclusi dalla possibilità di esprimere o meno il loro consenso sulla erezione di Pioppo a Comune autonomo".
L'amministrazione valutava, inoltre, che "se Pioppo avesse ottenuto l'autonomia Monreale avrebbe perso oltre che un vastissimo territorio, risorse idriche molto importanti per la vita della città e nelle casse comunali sarebbero venute meno entrate che ammontano a più di 700 mila euro derivanti da introiti tributari".

Delle polemiche di quei giorni oggi resta solo il ricordo ed una possibilità che la "lotta" continui, anche su altre linee di condotta. "Quattro anni fa in queste ore - si legge sul profilo Facebook del Comitato Pioppo Comune - Pioppo votava per la propria autonomia. Per soli 136 voti non siamo riusciti a passare alla fase successiva, all'ARS. In questi 11 anni che il Comitato Comune esiste siamo stati apprezzati, criticati e purtroppo anche altro. Oggi ancor di più dobbiamo occuparci del nostro territorio, migliorarlo e, per quanto ci sará possibile, continueremo a farlo. Forse non riusciremo nel nostro principale obiettivo ma ugualmente non ci fermeremo. Buon 18 aprile".

 

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